Federazione Sindacati Indipendenti

E per le Regioni resta la spina sanità

ROMA – Da una parte le questioni istituzionali: federalismo e riforme istituzionali e revisione della Conferenza Stato-Regioni. Dall’altra, la grana delle grane dal punto di vista finanziario: quelle risorse per l’assistenza sanitaria che non bastano mai. Rimasti a bocca (quasi) asciutta con la Finanziaria 2004, i governatori cominciano l’anno nuovo esattamente dal punto in cui hanno lasciato quello vecchio.

Con un carico di problemi irrisolti che già entro gennaio sono destinati a venire al pettine. E per i quali sarà estremamente arduo trovare soluzioni soddisfacenti per tutti. Il calendario degli appuntamenti delle prossime settimane è pronto ormai da tempo. A cominciare dalla sanità, con un vertice monotematico dal 21 al 23 gennaio che si annuncia serratissimo: il riparto del Fondo sanitario nazionale 2004, che nonostante le attese e le proposte governative non è riuscito ad arrivare al traguardo entro dicembre.

E proseguirà ancora a fine mese, il 29 gennaio: all’ordine del giorno la riforma della Conferenza Stato-Regioni e di quella unificata con gli enti locali. Con appendici politico-istituzionali che vanno dal pressing sul Senato sulla riforma istituzionale, al tentativo di scrivere ex novo il Patto di stabilità sanitario dell’8 agosto 2001 fino alle regole ancora in alto mare del federalismo fiscale.

Quanto basta, insomma, per fare davvero del 2004 un anno decisivo per le Regioni, alle prese con un rilancio a tutto campo del confronto col Governo, ma anche col testa a testa tra i governatori, soprattutto per quanto riguarda forme e contenuti del federalismo fiscale. Sanità, tutti i fronti aperti. La prima e ingombrante sfida per i governatori, esattamente tra due settimane, sarà il riparto degli 81,287 miliardi del Fondo sanitario 2004.

Il vertice romano del 21-23 gennaio sarà il banco di prova, considerato peraltro che finora le Regioni non sono riuscite a incassare dall’Economia alcun incremento del Fsn 2004 (e già si stima un rosso di almeno 5 miliardi), e tanto meno rassicurazioni sui fondi per l’assistenza agli immigrati extra Ue. E, sempre sul versante delle risorse sanitarie, sono in programma altri appuntamenti decisivi. Dalla definizione dei nuovi criteri per l’attribuzione delle risorse a partire dal 2005 alla revisione del patto di stabilità, che scade a fine anno.

La speranza è di arrivare a un’intesa prima delle europee, per evitare il confronto in un clima politico post-elettorale che potrebbe risultare più complicato. Dopo di che si dovrà mettere mano alla riforma del federalismo fiscale, che ancora langue come del resto i lavori di quell’«Alta Commissione» istituita con la Finanziaria per il 2003. Tra Piazza del Gesù e nuova Stato-Regioni. A fine gennaio, poi, in una seduta straordinaria i governatori hanno messo in agenda la riforma della Conferenza Stato-Regioni e di quella unificata con gli enti locali. Per adeguare l’istituto alla riforma federalista.

Ma anche per dotarsi – con tanto di nuovo regolamento interno – di una struttura più e meglio articolata. Che significherà anche una nuova sede, la “Palazzo Chigi” dei governatori: l’antico quartier generale romano della Dc, in piazza del Gesù, sembra la sede più gettonata. Una sede romana dunque (affitto annuo di 500mila euro, contro i 125mila attuali). A dispetto della Lega. R.TU.