Federazione Sindacati Indipendenti

Proroga di una anno per la libera professione di infermieri e tecnici di radiologia

Arriva in extremis dal Consiglio dei ministri di marted’ 23 dicembre 2003 la proroga al 31 dicembre 2004 della possibilità per infermieri e tecnici di radiologia medica di svolgere prestazioni libero-professionali all’interno dell’azienda sanitaria da cui dipendono.

La previsione, fissata dalla leggge 1/2002, si era resa necessaria come misura anti-carenza infermieristica e la norma stabiliva che fino al 31 dicembre 2003 le aziende sanitarie potessero richiamare in servizio infermieri e tecnici di radiologia volontariamente pensionati da non più di cinque anni, stipulare contratti libero-professionali con gli operatori (evitando così i tempi burocratici dei concorsi) e autorizzare ore di intramoenia al personale dipendente, con tariffe concordate in azienda. Purché le Regioni le avessero autorizzate e si rimanesse nei limiti delle disponiblità economiche legate ai posti carenti.

Il tutto per far fronte ai buchi negli organici che, soprattutto al Nord, mettono a rischio l’erogazione delle prestazioni sanitarie: secondo gli ultimi calcoli della Federazione degli infermieri, per risolvere il problema serve alle aziende sanitarie un’iniezione di 40-50mila unità di personale. Secondo la legge, per svolgere le prestazioni in intramoenia, assimilate fiscalmente al lavoro subordinato, infermieri e tecnici di radiologia devono essere in servizio a tempo pieno da almeno sei mesi presso l’azienda sanitaria, non aver alcuna limitazione di tipo fisico alle proprie mansioni e non beneficiare, nel mese in cui la prestazione deve essere eseguita, di riduzioni dell’orario di lavoro.

Obiettivo primario dell’intramoenia infermieristica è di garantire gli standard di assistenza nei reparti di degenza e l’attività delle sale operatorie. A mettere in pratica le misure sulla libera professione sono state praticamente tutte le Regioni del Centro-Nord, che grazie al lavoro extra degli infermieri hanno potuto evitare il blocco di servizi, specie territoriali.

E anche qualche Regione del Centro-Sud che, anche senza carenze oggettive di personale, ha messo in pista l’attività libero professionale aziendale. Lo scopo: dare un incentivo in più al personale rispetto ai guadgani che derivano dall’applicazione del semplice straordinario. (23 dicembre 2003)