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Agenzia per i servizi sanitari regionali: l’ospedale è sempre più appropriato

L’ospedale è sempre più appropriato. E continua a crescere l’uso del day hospital. Con punte significative di miglioramento in Emilia Romagna e in Umbria. Ma con ritardi ancora consistenti soprattutto in Molise, Bolzano, Trento e, generalmente, nel Mezzogiorno. Nel segno, tanto per cambiare, di un’Italia sanitaria spaccata quasi a metà.

Se per il nostro Servizio sanitario nazionale il buon giorno si vede anche (se non soprattutto) dal “buon uso” dell’ospedale, a dare la prova di quanto e come le Regioni si stiano attrezzando per cercare di migliorare la gestione dell’assistenza sanitaria, e dunque di mettere la museruola a spese spesso inutili, è un freschissimo studio dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Assr).

Il lavoro ha analizzato il ricorso di quelle 43 prestazioni ospedaliere (definite «Drg», raggruppamenti omogenei di diagnosi) considerate «inappropriate», ovvero da non eseguire come un normale ricovero, nell’ottica dei Lea (livelli essenziali di assistenza). Tanto inappropriate che, secondo stime fatte nel 2002, se eseguite in day hospital, consentirebbero risparmi anche superiori a 1 miliardo di euro.

Ebbene, dalla nuova analisi dell’Assr, eseguita sulla base degli ultimi dati disponibili delle schede di ricovero 2001, emerge un primo segnale di svolta. Che sicuramente uscirà rafforzato dall’analisi dei ricoveri 2002. I risultati dicono intanto che i ricoveri ordinari inappropriati per i 43 Drg “a rischio” sono calati in media del 4,42% rispetto al 2000. E del 10,55% sul 1999. Mentre il ricorso al day hospital, per le stesse prestazioni, è lievitato del 4,73 per cento.

Buoni risultati, certo. Ma ancora non basta. Di ricoveri inutili se ne fanno ancora troppi: il 75,28%. Tra questi, la palma dell’inappropriatezza spetta ai ricoveri “medici”: ben 26 Drg considerati per l’80,63% “fuori regola”. Tra quelli “chirurgici”, invece, l’inappropriatezza coinvolge il 67,59% delle prestazioni erogate. «Dallo studio ? sottolinea comunque l’Assr ? emerge un significativo miglioramento, rispetto ai risultati del 2000 proprio per l’aumento della percentuale di ricoveri in day hospital, luogo d’elezione per la maggior parte delle patologie considerate».

Chi scende e chi sale. Il 4,42% di calo nel 2001 si traduce in 102.677 ricoveri in meno rispetto all’anno precedente. Il day hospital, invece guadagna il 4,74% di prestazioni rispetto al 2000. Il calo più vistoso nei ricoveri ordinari è in Emilia Romagna: -15,75% nel 2001 rispetto al 2000, -31,59% complessivamente dal 1999. E le Regioni sono tutte in calo tranne Molise (tra il 1999 e il 2001 +12,53%) e Sicilia (+1,60%). Per quanto riguarda il day hospital, il record di aumento di prestazioni spetta all’Umbria, che nel 2001 rispetto al 2000 è cresciuta del 10,53%, mentre l’unica Regione in calo (-1,06%) è ancora il Molise.

Prestazioni allo specchio. Secondo i dati dell’Assr, i Drg che collezionano la maggior percentuale di ricoveri inappropriati sono le «nevrosi depressive» (99,73%), le altre nevrosi (eccetto quelle depressive) (99,25%), i «traumi della pelle del sottocutaneo e della mammella» in pazienti giovani (98,97%) e le «alterazioni dell’equilibrio» (98,06%).

La percentuale più bassa di inappropriatezza, invece, la registrano gli «interventi sulle strutture extraoculari eccetto l’orbita» in pazienti fino a 17 anni (27,64%), seguiti da due Drg simili: «interventi sulle strutture extraoculari eccetto retina, iride e cristallino» (49,61%) e «interventi sulle strutture extraoculari eccetto l’orbita» nei maggiorenni (49,99%).

Drg “medici” e “chirurgici” a confronto. Tra i 43 Drg, quelli chirurgici sono a minor rischio di inappropriatezza rispetto ai medici, con 88.210 ricoveri ordinari appropriati. Per i Drg medici, invece, l’80,63% (1.027.915 ricoveri) è, secondo l’Assr, inappropriato. Come dire che negli ospedali i letti dovranno restare sempre più vuoti – almeno per le 43 prestazioni nel mirino – e il day hospital lavorare sempre di più.(19 gennaio 2004)

Roberto Turno e Paolo Del Bufalo