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Mobbing: In Sicilia la prima legge nazionale contro il fenomeno

Il Mobbing è una vera e propria malattia sociale e come tale va affrontata, senza mezzi termini e con strumenti legislativi specifici. La Sicilia, in questo senso, farà scuola dato che è la prima regione italiana in assoluto a dotarsi di una legge per contrastare questo devastante fenomeno capace di creare grossi disturbi alla salute psico-fisica del lavoratore. La Commissione Cultura dell’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) infatti, ha dato il via libera al disegni di legge sulla materia.

Quando si parla di Mobbing ci si riferisce all’insieme di tutte quelle azioni e quegli atteggiamenti persecutori attuati dai colleghi o dai datori di lavoro, ripetutamente e per lungo periodo. La persona “assalita”, trovandosi in una posizione di debolezza, si sente discriminata e di conseguenza completamente estromessa dall’ambiente lavorativo. La vittima può essere anche un intero gruppo di lavoratori.

Il fenomeno, diffuso soprattutto nelle grandi aziende del Nord d’Italia, comincia a farsi sentire pure in Sicilia e prima che questo prenda una brutta piega si è corsi subito ai ripari. “Sono orgogliosa che il disegno di legge rechi in calce il mio nome come primo firmatario – ha commentato Giusy Savarino, deputato Udc – e non solo per un fatto di mero personalismo. E’ un segnale di grande attenzione ai fenomeni sociali emergenti. Come donna, prima che come deputato, registro un segnale di maturità politica”.

La Commissione Cultura, presieduta da Antonello Antinoro, aveva esaminato ben quattro progetti ma alla fine, è arrivata la convergenza unanime sul testo presentato dalla Savarino che molto probabilmente arriverà all’esame dell’aula già nelle prossime sedute.
“Il voto unanime della Commissione – continua il Deputato – testimonia di una sensibilità che va oltre le singole posizioni ideologiche e politiche. Non solo conferma l’egregio lavoro svolto dal presidente e dai componenti della Commissione ma, di fatto, lascia presagire un iter parlamentare molto rapido”. L’Ars inoltre, ha votato l’istituzione di centri antimobbing presso le Asl della Regione. “In tutto – ha detto Antinoro – abbiamo esaminato sette proposte di legge, provenienti dall’intero panorama politico, prendendo come testo base di riferimento il progetto presentato da me e dall’on. Sergio D’Antoni”. “Nel testo elaborato per l’esame dell’aula – sostiene Antinoro – abbiamo inserito norme di tutela anche per i lavoratori cosiddetti ‘atipici’, che oggi impegnano una larga parte di giovani”.

Dopo l’approvazione della Commissione adesso, la legge passerà dalla verifica del Bilancio, perché sia confermata la copertura finanziaria, e dopo verrà esaminata dall’Assemblea per il voto finale. La Cisl (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) ha giudicato positivamente il voto unanime dell’Ars e ha fatto appello a Sala d’Ercole perchè il testo sia varato in tempi brevi, a tutela dei lavoratori e dei soggetti deboli, donne e giovani in particolare, che da questa piaga sono afflitti.

L’Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) invece, ha pensato bene di risarcire le vittime del Mobbing. Al lavoratore spetterà l’onere di provare i maltrattamenti subiti mentre l’Inail verificherà l’esistenza dei presupposti tramite una serie di indagini. Questo, in sintesi, il contenuto della circolare Inail 71/03 del 17 dicembre 2003. “Siamo in presenza – spiega Giuseppe Cimaglia, sovrintendente medico generale dell’Inail – di una delle circolari più impegnative che l’Istituto abbia mai studiato negli ultimi anni, vista la natura delle patologie che va a tutelare. Si tratta, infatti, di sintomi non tabellati dove il confine con il disturbo psichico deve essere sempre e comunque provato”. La circolare considera ‘professionali’ le malattie per le quali sia dimostrata la riconducibilità all’organizzazione aziendale.

I disturbi psichici, infatti, possono essere considerati di origine professionale solo se causati da specifiche condizioni legate all’ambiente di lavoro. Si può parlare di vero e proprio danno biologico in presenza di marginalizzazione, l’inattività forzata, i trasferimenti ingiustificati, i compiti dequalificati o quelli esorbitanti, le eccessive forme di controllo e l’impedimento all’accesso alle informazioni. Tutte queste situazioni prendono il nome di “costruttività organizzative”. Sono esclusi dall’elenco invece, i fatti organizzativi e personali che rientrano nel normale svolgimento del rapporto di lavoro, come i trasferimenti, i licenziamenti, i conflitti interpersonali, le difficoltà di relazione e così via.

La circolare prevede tre classi di risarcimento, che variano rispetto alla percentuale dei danni fisici subiti. Se questi ultimi sono inferiori al 6%, non c’è nessun indennizzo; se pari o superiori al 6%, ma inferiori al 16%,  è previsto un’indennizzo in base al grado d’invalidità e all’età del lavoratore; se pari o superiori al 16% e fino al 100% è calcolato l’indennizzo del danno biologico, più quello per le conseguenze patrimoniali della menomazione, sotto forma di un’unica rendita.

“L’Istituto – ricorda il sovrintendente medico generale dell’Inail – può verificare l’eventuale esistenza del Mobbing con indagini ispettive, raccogliere le testimonianze del datore e dei colleghi di lavoro, del responsabile dei servizi di prevenzione e protezione delle aziende e di ogni persona informata sui fatti, per acquisire riscontri oggettivi a quanto denunciato dall’assicurato. Le indagini – conclude – sono portate avanti da un medico che deve valutare la reale origine dei sintomi denunciati dal lavoratore”.