Federazione Sindacati Indipendenti

Conflitto d’interesse anche per le Asl

Le Aziende Sanitarie Locali non possono essere contemporaneamente controllori e controllate. Queste, in sintesi, le conclusioni cui è giunta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, esercitando i poteri previsti dalla Legge 287/90, ha segnalato al Governo e al Parlamento i potenziali effetti anticoncorrenziali della normativa vigente in materia di verifiche sui dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, sui dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e sugli impianti elettrici pericolosi. Il DPR 462/2001, infatti, consente lo svolgimento delle attività di verifica in questo settore alle ASL, cui, nel contempo, sono riservate per legge le funzioni di vigilanza e controllo circa l’ottemperanza all’obbligo di esecuzione delle verifiche stesse. “L’affidamento della funzione di controllore ad un soggetto, che può contemporaneamente operare sul mercato in concorrenza con altre imprese – si sottolinea nella segnalazione dell’Autorità – può assumere rilevanza, sotto il profilo concorrenziale, in relazione al pericolo che ciò conferisca allo stesso soggetto un ingiustificato vantaggio”. Secondo l’Antitrust, infatti, “gli utilizzatori saranno incentivati ad avvalersi del soggetto istituzionalmente preposto all’esercizio di tale funzione anziché rivolgersi alle imprese concorrenti, nella ragionevole aspettativa di precostituirsi un rapporto privilegiato con il controllore”. I timori dell’Autorità, inoltre, riguardano anche l’affidabilità dei controlli, in quanto “la previsione di un siffatto duplice ruolo in capo ad un soggetto appare limitare l’efficacia stessa delle attività di controllo e certificazione, potendo le stesse risultare condizionate da un potenziale conflitto di interessi”. Spetterà ora al Governo ed al Parlamento valutare se e come modificare la normativa. (3 marzo 2004)   

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Segnalazione AS275 – Istallazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi

  
Roma, 19 febbraio 2004

Al Presidente del Senato della Repubblica

Prof. Marcello Pera

Al Presidente della Camera dei Deputati

On.le Pier Ferdinando Casini

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On.le Silvio Berlusconi

Al Ministro della Salute

Prof. Girolamo Sirchia

 

1. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con la presente segnalazione, effettuata ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/90 [1], intende evidenziare la situazione distorsiva della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato che deriva dalla vigente normativa in materia di verifiche periodiche relative ad installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi contenuta nel D.P.R. n. 462/2001.

In particolare, con la presente segnalazione si mette in rilievo la situazione di incompatibilità che la citata normativa è suscettibile di determinare nella misura in cui la stessa consente lo svolgimento delle attività di verifica sopra indicate alle Aziende Sanitarie Locali (di seguito ASL), cui, nel contempo, sono riservate ex lege le funzioni di vigilanza e controllo circa l’ottemperanza all’obbligo di esecuzione delle verifiche stesse.

2. Infatti, l’Autorità ha osservato che il D.P.R. n. 462/2001 [2], con particolare riferimento agli articoli 4 e 6, entrambi rubricati “Verifiche periodiche – Soggetti abilitati”, affida le attività di verifica periodica sugli impianti di cui al citato decreto alle ASL in concorrenza con le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) e gli altri eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive. Tali attività consistono in un controllo periodico dello stato degli impianti cui fa seguito un riscontro verbalizzato. L’onere di attivare i soggetti abilitati dalla legge all’effettuazione delle verifiche in questione ricade sul datore di lavoro che, sopportandone le relative spese, è tenuto ad ottemperarvi con scadenze la cui periodicità, biennale o quinquennale, varia a seconda del tipo di impianto. Il soggetto che esegue la verifica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.

3. In particolare, l’espletamento di verifiche periodiche costituisce una prestazione d’opera professionale, fornita dai soggetti abilitati dietro corrispettivo, nel rispetto delle leggi che tali verifiche rendono obbligatorie.

L’attività di verifica periodica è, quindi, attività privatistica posta in essere dalla ASL in concorrenza con altre imprese private ritenute idonee e abilitate dalla legge. Diversa dall’attività di verifica periodica degli impianti oggetto della normativa in esame risulta essere, invece, l’attività di controllo e di vigilanza sugli impianti stessi affidata in via istituzionale alle ASL. Tale funzione di controllo, infatti, ha lo scopo di garantire l’effettivo rispetto di tutta la normativa in materia di sicurezza del lavoro e, in tale ottica, anche l’ottemperanza all’obbligo di verifica periodica degli impianti sui posti di lavoro [3].

4. La circostanza, da ultimo evidenziata, che la ASL svolga contemporaneamente le attività di verifica e di vigilanza è suscettibile di determinare una restrizione della concorrenza. Non è conforme, infatti, ai principi posti a tutela della concorrenza la circostanza che un ente istituzionalmente preposto all’esercizio di compiti di vigilanza possa svolgere, nella stessa materia, attività di consulenza in concorrenza con altri soggetti.

5. Sul punto l’Autorità, ribadendo quanto già espresso in precedenti occasioni [4], osserva che l’affidamento della funzione di controllore ad un soggetto, che può contemporaneamente operare sul mercato in concorrenza con altre imprese, può assumere rilevanza, sotto il profilo concorrenziale, in relazione al pericolo che ciò conferisca allo stesso soggetto un ingiustificato vantaggio.

Infatti, nella scelta dell’impresa cui richiedere i servizi per i quali possano essere previste successive forme obbligatorie di controllo o di certificazione, gli utilizzatori saranno incentivati ad avvalersi del soggetto istituzionalmente preposto all’esercizio di tale funzione anziché rivolgersi alle imprese concorrenti, nella ragionevole aspettativa di precostituirsi un rapporto privilegiato con il controllore. Peraltro, la previsione di un siffatto duplice ruolo in capo ad un soggetto appare limitare l’efficacia stessa delle attività di controllo e certificazione, potendo le stesse risultare condizionate da un potenziale conflitto di interessi e di conseguenza essere svolte non in rispetto del fondamentale requisito dell’imparzialità.

Alla luce delle suddette considerazioni, l’Autorità auspica un riesame della citata normativa al fine di adeguare la stessa ai principi posti a tutela della concorrenza.

IL PRESIDENTE

Giuseppe Tesauro