Federazione Sindacati Indipendenti

Il licenziamento deve avere carattere di immediatezza

Il licenziamento deve avere carattere di immediatezza
Tutela dei lavoratori
Il licenziamento che non rispetti il requisito dell’immediatezza della contestazione è nullo e può essere impugnato dal lavoratore. E quanto ha stabilito la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di un dipendente di una impresa agricola che si era rifiutato di svolgere le proprie mansioni a causa delle cattive condizioni igieniche del fabbricato al quale era stato destinato.

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un dipendente di un’impresa operante nel settore agricolo licenziato perché si è rifiutato di svolgere il proprio lavoro, viste le condizioni igieniche dei locali aziendali.
La società datrice di lavoro, dopo aver visto respinte le sue azioni nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione, innanzitutto sostenendo di non essere tenuta all’osservanza della procedura prevista dallo Statuto dei Lavoratori a garanzia del diritto di difesa del dipendente in quanto esercente attività senza fini di lucro. Inoltre, l’azienda sosteneva la piena regolarità del licenziamento.
Lo Statuto dei lavoratori, infatti, stabilisce all’art. 7 che “il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa”.

Entrambe le argomentazioni sono state però respinte dalla Suprema Corte, che, con sentenza n. 3098 del 17/2/2004, ha sottolineato che:

• l’assenza del fine di lucro non esclude, di per sé, la natura imprenditoriale del datore di lavoro;
 
• il licenziamento era avvenuto ben due mesi dopo l’ultima contestazione.
 

A tale motivazione la Corte ha aggiunto che il procedimento disciplinare adottato dalla società era ingiustificato, poiché il lavoratore era stato destinato a svolgere il proprio lavoro in un fabbricato privo di adeguate condizioni di igiene e sicurezza, e pertanto il suo rifiuto appariva legittimo.

Già il Tribunale e la Corte d’Appello si erano pronunciati nel senso della illegittimità del licenziamento, perché adottato non nei termini della necessaria immediatezza e quindi nel rispetto della regole generali della correttezza e buona fede.
Inoltre, il dipendente è stato licenziato con un telegramma, che non rappresenta affatto un documento contenete un provvedimento disciplinare, come ha cercato di affermare in giudizio il datore di lavoro in sua difesa.

La Corte ha quindi proseguito nella linea tracciata in primo ed in secondo grado, annullando il licenziamento, reintegrando il dipendente nel posto di lavoro e stabilendo in suo favore il risarcimento dei danni pari all’ammontare delle retribuzioni relative al periodo di sospensione dal lavoro, oltre al pagamento delle spese processuali.

giugno 2004

a cura della Redazione. Tratto da: “Il licenziamento deve avere carattere di immediatezza” di Bruno Pagamici

Fonte: PMI – Il mensile della piccola e media impresa – Ipsoa Editore