Federazione Sindacati Indipendenti

L’anticipazione del TFR come strumento di incentivazione delle prestazioni

L’anticipazione del TFR come strumento di incentivazione delle prestazioni
Lavoro e aspetti operativi
La legge n. 297 del 29 maggio 1982, che ha riformato l’articolo 2120, dispone di nuove modalità di gestione del trattamento di fine rapporto, che trovano applicazione in ogni situazione di cessione di lavoro subordinato, nei periodi di prova ed indipendentemente dalla formula contrattuale instaurata o dalla tipologia di risoluzione intrapresa.

Il trattamento di fine rapporto va considerato come un credito di natura retributiva, che matura a favore del lavoratore dipendente durante lo svolgimento della sua professione; il Tfr interviene in una logica di sussidiarietà , per garantire il soddisfacimento delle esigenze retributive del personale di imprese coinvolte in procedure concorsuali e per consentire una particolare tutela sociale conseguente a condizioni aziendali di estrema difficoltà.

Una pratica piuttosto diffusa è quella di utilizzare il TFR in modo anticipato, come strumento di incentivazione delle prestazioni. Tale pratica consiste nell’offrire importi destinati al soddisfacimento di occasionali e rilevanti esigente economiche personali dei lavoratori. Si tratta, in breve, di erogazioni di somme di denaro immediate ed in quantità molto superiori rispetto all’ordinario stipendio, con ovviamente finalità differenti rispetto alle consuete formule di incentivazione, come ad esempio i premi una tantum.

L’anticipazione del Tfr risulta infatti migliore dei classici sistemi di sostegno delle prestazioni perché è in grado di produrre un effetto incentivante immediato e particolarmente significativo, per questa ragione le aziende spesso adottano l’anticipazione del Tfr, insieme ad altri strumenti come gli acconti o i sussidi occasionali.

Procedendo verso gli aspetti prettamente operativi, un lavoratore che ha maturato 8 anni di servizio in azienda, ha il diritto di domandare al proprio datore di lavoro l’anticipazione del Tfr nella misura massima del 70% degli importi accantonati e rivalutati. Tale diritto individuale, che le imprese sono a tenute a soddisfare annualmente entro il 10% degli aventi titolo e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti, può essere soddisfatto in presenza di queste tre condizioni:

• spese sanitarie per terapie o interventi straordinari;
 
• acquisto della prima casa di abitazione per sé e per i figli, da documentare con atto notarile;
 
• spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali.
 

L’unico problema ai fini di evitare inutili contenziosi con altri lavoratori è di tener ben presente il rispetto dei criteri di omogeneità ed uniformità di trattamento.

Nel documento in .pdf vengono illustrati altri strumenti alternativi, come la concessione di acconti e/o prestiti che mantengono le stesse finalità del Tfr anticipato e un approfondimento sulla gestione del credito anticipato in situazioni di trasferimento di dipendenti o d’azienda e di contrattazione aziendale.

ottobre 2004

autore Stefano malandrini

Fonte: Diritto & Pratica del lavoro – Settimanale di amministrazione e gestione del personale – Ipsoa Editore