Federazione Sindacati Indipendenti

Microclima aziendale e rischi per la salute

E’ possibile negare al Rappresentante per la sicurezza di prendere visione di dati collegati alla valutazione dei rischi in azienda? La parola all’esperto…

Il Rappresentante per la sicurezza deve essere presente in ogni azienda/unità produttiva ed ha dei compiti e delle attribuzioni individuate dalla legge.
Pur non essendo una figura appartenente alla gerarchia datoriale ai fini della applicazione della normativa prevenzionistica o un soggetto ausiliario del datore di lavoro, il RLS è ad ogni modo un protagonista del complesso sistema normativo disegnato dal D.Lgs. n. 626/1994 al fine di migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori.
Va da sé che i rapporti del Rappresentante con il vertice e l’organizzazione aziendale debbano essere ispirati, almeno, dalla lealtà e dal rispetto reciproco.

Precisata questa necessità di una corretta impostazione dei rapporti interpersonali, aspetto – tra l’altro – che diventa di stretta attualità, in quanto il D.Lgs. n. 195/2003 («Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per l’individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell’articolo 21 della legge 1° marzo 2002, n. 39») prevede appunto che il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione debba ricevere una apposita formazione «in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali», è possibile esaminare le attribuzioni spettanti al RLS.

Il caso
Alla richiesta dei Rappresentante per la sicurezza (RLS) di prendere visione dei risultati delle misurazioni (effettuate da ditta esterna) dell’emissione di aria dalle bocchette interne (aerazione forzata), il datore di lavoro ha opposto un rifiuto, affermando, che la richiesta dei RLS era motivata dalla pura intenzione di evidenziare dei problemi a fini polemici.

L’art. 19 (Attribuzioni del rappresentante per la sicurezza) del D.Lgs. n. 626/1994 al comma 1 prevede che il rappresentante per la sicurezza:

a) possa accedere ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
b) debba essere consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell’azienda ovvero unità produttiva;
c) debba essere consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all’attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori;
d) debba essere consultato in merito all’organizzazione della formazione;
e) debba riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l’organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;
f) debba riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
g) debba riceve una formazione adeguata;
h) promuova l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
i) formuli osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti;
j) partecipi alla riunione periodica;
k) faccia proposte in merito all’attività di prevenzione;
l) avverti il responsabile dell’azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
m) possa fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

Come si vede, la lett. e) dell’art. 19, D.Lgs. n. 626/1994 dispone chiaramente che il RLS deve poter conoscere la situazione relativa ai rischi presenti in azienda.

Il comma 5 dell’art. 19 precisa che il rappresentante per la sicurezza deve avere accesso anche al documento di valutazione dei rischi ed al registro degli infortuni sul lavoro. Infine, si ricorda che il comma 4 stabilisce che nei confronti del RLS si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali; ogni atto volto ad impedire lo svolgimento delle attività del RLS potrebbe essere letto, quindi, come attività antisindacale ai sensi dell’art. 28 Stat. Lav.
La richiesta del RLS, in questa ottica di collaborazione sembra doversi accogliere e, qualora non si ravvisi un intento sleale e volto a contestazioni infondate e fini a se stesse, si consiglia di imbastire un produttivo dialogo, al fine di trarre utili spunti di riflessione al fine di individuare ed eliminare eventuali anomalie o problemi nel sistema di aerazione forzata.

risposta a cura di Francesco Bacchini

Fonte: Igiene & sicurezza del lavoro – Mensile di aggiornamento giuridico e di orientamento tecnico – Ipsoa Editore