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Storace preme sul contratto medici : Il ministro scrive al Governo per lo sblocco del negoziato in stallo da quattro anni

Improvvisa accelerata per il contratto dei medici e di tutta la dirigenza sanitaria del Ssn. A chiederla apertamente al Governo è stato ieri il ministro della Salute, Francesco Storace. Che, in una lettera inviata a Berlusconi, Siniscalco, Letta e Baccini, ha riepilogato i ritardi di una vertenza che si trascina ormai da 48 mesi. Ma che ha anche fatto presente la necessità di chiuderla al più presto. Tanto che, dopo lo stallo estivo, la patata bollente del contratto per gli oltre 130mila dirigenti del Ssn, medici e non, la pre intesa siglata in luglio potrebbe approdare addirittura al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì 16 settembre. E di qui essere trasferita alla Corte dei conti per le necessarie valutazioni. Obiettivo: evitare le vertenze programmate e minacciate da tutti i sindacati ( sit in davanti al ministero della Salute il 4 ottobre e sciopero generale il 17 ottobre). E, naturalmente, consentire ai medici di incassare gli aumenti del primo biennio economico e di avviare concretamente la chiusura anche del secondo biennio. Evitando di finire nella morsa della Finanziaria 2006.

La possibile sterzata per il contratto della dirigenza del Ssn è arrivata a conclusione dell’incontro con i sindacati convocato da Storace al ministero della Salute nella tarda serata di venerdì. Un incontro al quale il ministro della Salute, dopo aver ascoltato le posizioni delle categorie, ha annunciato di aver posto la questione sul tappeto del Consiglio dei ministri svoltosi in mattinata, incassando l’impegno dei ministri e, in particolare, di Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a verificare lo stato dell’arte della vertenza.

Dopo di che è stata incaricata l’Aran di rispondere in tempi rapidissimi, e comunque prima di lunedì, ai chiarimenti sulla pre intesa di luglio richiesti dall’Economia. Risposte che l’Aran, dopo il silenzio di quest’estate, ha immediatamente ” girato” ai tecnici di Siniscalco che vogliono vederci chiaro soprattutto sui costi delle guardie mediche e sugli oneri previdenziali.

È a questo punto che ieri Storace ha deciso di scrivere al premier e ai ministri coinvolti nella vicenda. Contando su una strategia d’uscita che dovrà necessariamente concludersi prima del 4 ottobre, pena la contestazione dei sindacati davanti al ministero della Salute ( che non si considera responsabile della fase di stallo prolungato) e il successivo sciopero generale di lunedì 17 ottobre.

Da parte di Palazzo Chigi c’è stato un impegno ad esaminare la preintesa, per inviarla quindi alla Corte dei conti entro fine mese. Ma anche a causa dei tempi d’esame da parte della Corte dei conti ( un mese), Storace sta pensando a un timing più rapido: l’esame al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo e subito l’invio alla magistratura contabile dell’accordo per il primo biennio economico 2002 2003. Una strada che sulla carta sembra percorribile. Dopo di che il 21 settembre il comitato d’indirizzo darebbe il via libera all’atto d’indirizzo per il secondo biennio economico 2004 2005 per accelerare anche la chiusura di questa vertenza entro fine anno. E, comunque, evitando che la trattativa si intrecci ( e si areni) col contemporaneo esame della Finanziaria 2006.

Proprio la Finanziaria, e le dotazioni che saranno per il Ssn, è infatti lo spartiacque di tutta la vicenda. Non a caso i sindacati stanno in guardia. Ieri hanno all’unisono apprezzato « l’attivismo » del ministro.
Ma la palla ormai è in mano a Siniscalco. E alle Regioni. Per questo, sit in e scioperi restano al momento confermati. Preaccordo con i sindacati per evitare scioperi in ottobre