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L’intramoenia: cresce ancora in Italia

 
I cittadini nel 2003 hanno speso 900 milioni per ottenere 49.855 prestazioni ospedaliere in libera professione dai medici del Ssn. Una somma sempre in crescita negli ultimi due anni: del 12,84% rispetto al 2002 e del 27% rispetto al 2001, primo anno di applicazione dell’intramoenia così come funziona oggi. Di questa cifra, circa 800 milioni sono quelli incassati dai dottori che hanno erogato le prestazioni.

A tracciare l’ultimissimo quadro sull’utilizzo della libera professione in ospedale nel 2003 è l’agenzia per i Servizi sanitari regionali (Assr) che ha anche stilato la classifica delle prestazioni più richieste.

Le prestazioni più gettonate. In testa ci sono i parti, seguiti dagli interventi sul cristallino (cataratta): da soli raggruppano il 23% circa di tutti i ricoveri in intramoenia.
Anche tra le specialità cliniche più richieste in libera professione l’ostetricia e ginecologia è in testa, con un’incidenza complessiva di oltre 12.800 ricoveri, il 25,68% del totale. E le prime sette specialità più gettonate (ostetricia, chirurgia generale, ortopedia, urologia, oculistica, medicina generale e otorinolaringoiatria) raccolgono da sole il 71,07% di tutte le prestazioni ospedaliere in intramoenia.

La spesa. La spesa sostenuta dai cittadini nel 2003 è di 893,8 milioni: un pro capite medio per cittadino di 21,25 euro nelle Regioni settentrionali, 18,94 euro in quelle del Centro e 6,72 nelle Regioni del Sud. Di questa somma, 791,46 milioni sono andati al personale che ha svolto le prestazioni: il 13% in più del 2002.
La differenza tra ricavi e corrispettivi pagati – 102,37 milioni (l’11,45% del totale) – è trattenuta dagli ospedali per coprire i costi sostenuti. Ma nelle Marche e in Molise i compensi pagati sono superiori agli incassi: questo perché le aziende hanno utilizzato l’intramoenia, spiega l’Assr, per ridurre le liste d’attesa con oneri a proprio carico, come prevede anche la legge.

Dove si svolge. A livello nazionale le aziende ospedaliere, con il 42,61% dei ricoveri in intramoenia, sono le strutture che attraggono di più i pazienti. Seguono le case di cura private con il 22,96% di ricoveri. A livello regionale la percentuale è molto diversa: in Campania il 78,48% di tutti i ricoveri in libera professione (7.947 su 10.126) è effettuato nelle case di cura private. Nel Lazio invece (seconda Regione in classifica per le prestazioni in intramoenia: 10.282 in tutto), i ricoveri si svolgono soprattutto nelle case di cura, ma seguite a strettissimo giro dai Policlinici universitari (3.385 ricoveri in clinica contro 3.342 nelle strutture universitarie), poi negli ospedali classificati (quelli religiosi: 1.753) e, al quarto posto, nelle aziende ospedaliere (1.042). Tra le Regioni con il maggior numero di prestazioni libero-professionali, invece, nessuna avviene in case di cura in Piemonte (4.559 ricoveri in tutto), Veneto (2.954 ricoveri) ed Emilia Romagna (4.501 ricoveri). Solo due se ne registrano tra i 7.122 ricoveri della Lombardia e 43 tra i 5.510 in libera professione della Toscana.

I medici. Il numero di medici che svolgono l’intramoenia (quelli con rapporto esclusivo di lavoro) sono un po’ di più nel 2003 rispetto al 2000, primo anno del giuramento di fedeltà al Ssn: il 94,9% contro il 90%. È rimasta invariata invece la percentuale dei dirigenti sanitari non medici in intramoenia: il 98,8% nel 2003 contro il 98% nel 2000. E di conseguenza, conclude l’Assr, sono anche lievemente aumentati i costi per pagare l’indennità di esclusiva: dai 1,13 miliardi (oneri sociali esclusi) del 2000 si è passati a circa 1,20 miliardi nel 2003.

 di Paolo Del Bufalo (da Il Sole-24 Ore del Lunedì)