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Vittime Trasfusioni e contaggiati in servizio: condannato il ministero della Salute

(AGE) ROMA – Ancora una condanna del ministero della Salute, ed e’ la terza, al risarcimento dei danni biologici, patrimoniali e morali, da liquidarsi in separata sede, per quasi 300 emofilici che negli anni ottanta hanno contratto virus come le epatiti B e C o l’ Hiv in seguito all’ assunzione di emoderivati infetti in strutture pubbliche.

La decisione e’ del tribunale civile di Roma al quale si erano rivolte le parti lese con l’ assistenza degli avvocati Mario e Anton Giulio Lana, Umberto e Carla Randi, Salvatore Orestano, Isabella De Angelis e Mario Melillo. Di questi, oltre cento hanno raggiunto una transazione con il Ministero della Salute, mentre per i restanti, poco meno di 300, il dicastero e’ stato condannato a pagare i danni per omesso esercizio della farmacovigilanza sugli emoderivati risultati infetti.”

L’ importanza di questa sentenza – dichiara l’ Unione forense per la tutela dei diritti dell’ uomo – risiede nel fatto che essa interviene a poca distanza da una decisione della Corte di Cassazione la quale, pur riconfermando la responsabilita’ del ministero della Salute in una fattispecie analoga (si trattava del primo giudizio promosso dagli emofilici nel 1993) aveva ribadito che il dicastero non poteva essere ritenuto responsabile del contagio degli emofilici per uso di emoderivati se non a partire da una certa data: 1978 per l’ epatite B; 1985 per l’ Hiv e 1988 per l’ epatice C, non essendo prima di tali periodi noti i test atti ad individuare tali patologie”.

”Ebbene – prosegue l’ Unione forense – la sentenza disattende l’ assunto della Cassazione e, riprendendo un orientamento ormai consolidato del tribunale di Roma, condanna il ministero della Salute a risarcire anche quegli emofilici danneggiati anteriormente alle date di pretesa conoscenza da parte della scienza medica dei testi diagnostici. E cio’ perche’ sin dai primi anni ’70 la letteratura medica aveva prefigurato il pericolo che attraverso le trasfusioni si veicolassero malattie infettive.

 

 (AGE) ANDREA NUNZIATA