Federazione Sindacati Indipendenti

Nessun taglio per l’Irap e la sanità

Si profila ancora uno slittamento per l’annunciato taglio dell’Irap. Secondo alcune fonti, infatti, l’alleggerimento dell’imposta regionale non sarà in Finanziaria. La graduale eliminazione del tributo a partire dal costo del lavoro per un valore, nel 2006, di 2 miliardi di euro prevista dall’ex ministro Domenico Siniscalco dovrebbe essere sostituita, a quanto si apprende, dall’alleggerimento di un punto percentuale del cuneo contributivo per il valore di circa 2 miliardi.

Tra le novità della manovra ci sarebbero anche i 400 milioni di risorse aggiuntive che serviranno per far partire il Fondo di garanzia per le imprese previsto dalla riforma del Tfr.
Dalla manovra 2006, cui sta ancora lavorando a ritmi serrati il ministro Giulio Tremonti, sarebbero tramontate anche l’ipotesi di un innalzamento delle pensioni sociali, attualmente fissate a 516 euro, e i libri di testo gratis nelle scuole dell’obbligo. A sostegno della famiglia arriverà invece circa un miliardo di euro da destinare a maggiori detrazioni Irpef per i figli a carico.

A quantificare l’entità della manovra è stato ieri il sottosegretario all’Economia Michele Vietti. Sarà di “grosso modo 22 miliardi (il premier in aula alla Camera ha parlato di una finanziaria di circa 25 miliardi)”, spiega dopo aver preso parte ad una riunione al partito di via dei Due Macelli. “Stiamo ragionando dello 0,8 per cento, pari a 11 miliardi e mezzo; 4 miliardi di spese incomprimibili; 4 miliardi di incentivi a famiglie, imprese e sviluppo; 3 miliardi da destinare alle politiche per il lavoro”, elenca il sottosegretario dell’Udc illustrando le varie voci della manovra.

A proposito della tassazione delle rendite finanziarie, l’esponente centrista sottolinea che “nello schema ancora non ci sono, ma continuiamo a considerarlo un contributo alla riflessione ove le coperture non fossero sufficienti”.

E sull’Irap chiarisce: “Tagliare il costo del lavoro dalla base imponibile Irap non è così lontano dal tagliare il cuneo contributivo. Se ci fosse l’uno al posto dell’altro non sarebbe così scandaloso, se invece dell’Irap si ragiona sul taglio del cuneo le preoccupazioni sono meno forti perché il taglio si va a spalmare su tutti”.

Da parte sua, il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, fa notare che una riduzione del cuneo fiscale contributivo “è preferibile” rispetto ad un taglio dell’Irap. Si tratta di una misura, spiega il ministro che “consente un intervento per tutte le imprese, sia al Nord che al Sud del Paese. Ma l’ultima parola spetta alle imprese”. Tira invece un sospiro di sollievo, dopo i minacciati taglia al suo dicastero, il ministro della Salute Francesco Storace, che ammette: “Ero preoccupato per le voci sui tagli della sanità. Mi è stato confermato che non ci saranno”. Alla fine, per la sanità, sottolinea il ministro di An, “ci saranno molte risorse”.