Federazione Sindacati Indipendenti

Tangenti per la costruzione del nuovo ospedale Malasanità: indagati vertici delle Asl vibonesi

Indagati l’ex assessore regionale alla sanità Gianfranco Luzzo, l’ex direttore generale Santo Garofalo e quello attuale, Armando Crupi

VIBO VALENTIA – Politici, imprenditori, direttori generali e medici di Vibo Valentia sono stati indagati per associazione a delinquere. Sono trenta gli inquisiti dalla Procura con l’accusa di aver creato un «comitato di affari» che avrebbe pilotato appalti e forniture dell’Asl della città calabrese a imprese che pagavano tangenti. Nel mirino, la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Le accuse sono varie e pesanti e colpiscono nomi eccellenti dei vertici sanitari cittadini. Estorsione, concussione, falso, abusi, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata, soppressione ed occultamento di atti, illecito finanziamento a partiti politici. Le accuse, formulate nell’ambito dell’inchiesta denominata «Ricatto» ha portato a scrivere sul registro degli indagati l’ex assessore regionale alla sanità Gianfranco Luzzo, l’ex direttore generale della Asl, Santo Garofalo e quello attuale, Armando Crupi. Fra gli indagati anche gli ex direttori sanitari Francesco Miceli e Bruno Alia, l’ex direttore amministrativo Giuseppe Panio ed il dirigente regionale Mario Martina, recentemente nominato commissario dell’azienda ospedaliera di Cosenza.

IL NUOVO OSPEDALE – È stato accertato il pagamento di tangenti per circa due milioni e 165 mila euro elargite per la realizzazione del nuovo ospedale civile vibonese. I carabinieri dicono che regista dell’operazione relativa alla gara per l’appalto del nuovo ospedale di Vibo Valentia è un deputato di un partito dell’area di governo. Questi avrebbe permesso la vittoria di una impresa di comodo, col preciso compito di percepire e consegnare la tangente, che poi ha affidato i lavori in sub appalto a imprese locali, una delle quali è stata sospesa perché non in regola con la normativa antimafia. L’area dove sarebbe dovuto sorgere il nuovo ospedale è stata sequestrata.

LE ALTRE ACCUSE – Ad alcuni degli indagati, nell’ambito di contratti di sperimentazione di farmaci, viene anche contestato il reato di somministrazione di prodotti medicinali all’insaputa dei pazienti. Questa attività, secondo l’accusa, consentiva l’appropriazione di ingenti somme di denaro stanziate per la stessa attività di sperimentazione. La fornitura di beni e servizi era affidata a due imprese vibonesi che facevano capo ad un pregiudicato del posto.
I carabinieri stanno procedendo a perquisizioni ed acquisizioni di documentazione in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Basilicata e Lombardia.
21 settembre 2005

Gianfranco Luzzo (Internet)