Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità, lo Sdi rompe con Bassolino

Sanità al veleno in Campania. Brindisi di capodanno al curaro nel centrosinistra.
La fine del 2005 e l’inizio del 2006 sono all’insegna di attacchi ed insulti tra vari esponenti dell’Unione. Sullo sfondo una crisi politica aperta dall’ala riformista della coalizione di governo, il partito dello Sdi, con le dimissioni del suo assessore dalla giunta Bassolino.

A scatenare le ire degli esponenti campani della neonata formazione della “Rosa nel Pugno” sono state le nomine dei manager delle Asl e delle aziende ospedaliere. Nomine varate dalla giunta Bassolino a poche ore dal brindisi di San Silvestro.
L’assessore dello Sdi Di Lello ha lasciato l’esecutivo sbattendo la porta e denunciando a chiare lettere le logiche lottizzatorie che sarebbero state alla base dei criteri di scelta dei manager.
In sintesi, sia nella maggioranza che ovviamente nell’opposizione, la sensazione sempre più netta è che ormai le sorti della Campania siano nelle mani di un “triumvirato occulto” retto da Antonio Bassolino, Ciriaco De Mita e Clemente Mastella.

Le nomine, le scelte strategiche ed i processi decisionali verrebbero assunti da questa triade senza il rispetto degli equilibri interni alla maggioranza e senza tenere conto dei rapporti di forza dell’alleanza ulivista.
La polemica interna alla maggioranza si è arricchita, con il passare delle ore e con il crescere della tensione nel centrosinistra, anche di dettagli di natura “tecnologica”: i telefoni fissi ed i cellulari si sarebbero trasformati in moderne armi al servizio della lottizzazione. Usati, in pratica, come strumento per comporre il complesso puzzle delle nomine e riempire tutte le caselle. Ma ancora una volta in Campania la coperta politica ulivista si è rivelata troppo corta.

A denunciare il fatto che il burrascoso capodanno ulivista si sia caratterizzato con le linee telefoniche riscaldate oltre misura è stato l’ormai ex assessore Di Lello.
Si è parlato di telefonate ed addirittura di sms notturni inviati da Nusco (dove come è noto risiede De Mita) e da Mauritius (dove era in vacanza Mastella) per imporre nomi ed indicare manager. E le smentite dei diretti interessati sono state al vetriolo.
Il leader di Nusco è andato giù duro definendo le parole di Di Lello «se non irresponsabili, quantomeno inconsulte. L’assessore dimissionario – ha detto De Mita – ha lottizzato un attimo prima le nomine nel turismo con criteri di oggettiva prevaricazione per poi, subito dopo, dire che non gli va bene quando non gli conviene». De Mita, sornione, ha poi aggiunto: «Io di solito la notte dormo. Non telefono. Non capisco come abbia fatto Di Lello a sentire le mie telefonate.

Io non chiamo mai, tranne che a casa mia vengo chiamato».
Mastella, dal canto suo, ha tuonato contro lo Sdi affermando che dal quel partito «non mi pare sia assolutamente il caso di accettare nessun tipo di lezione di moralità, visto che ha un parlamentare eletto in un Comune come quello di Casoria sciolto per camorra». Ed a nulla sono valsi i tentativi del governatore Bassolino che, da sapiente uomo politico, avrebbe ordinato di spegnere i cellulari, al fine, evidentemente, di chiudere quanto prima la partita delle nomine e sancire il game over della furente battaglia. L’astuta mossa di Bassolino non è servita a placare la collera dello Sdi che ha precisato aveva già un assessore con deleghe dimezzate e, dopo aver ingoiato troppo, ha deciso per lo strappo denunciando il nuovo triumvirato campano Bassolino-De Mita-Mastella.

Un triumvirato che si snoda sull’asse Afragola-Nusco-Ceppaloni, tre realtà molto diverse ed anche scarsamente collegate, ma evidentemente molto “vicine” nei momenti che contano. Una sorta di miracolo geo-politico: ridurre le distanze, avvicinare chi è lontano. D’altronde, come è noto, la politica è l’arte del possibile…

di paolo trapani
la padania