Federazione Sindacati Indipendenti

La Legge finanziaria 2006 introduce novità di assoluto rilievo sul tema della sanità.

IN GENERALE:
Garantisce un incremento delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale per servizi, personale, innovazione e ricerca, ma pone limiti e parametri da rispettare per accedere a tali risorse, destinate in gran parte alla riduzione dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni e al rispetto dei bilanci. Le Regioni, per usufruire dei 2000 milioni di euro stanziati per il risanamento dei disavanzi 2002-2004, dovranno, fra le altre cose, migliorare la qualità e la quantità dei livelli essenziali di assistenza e sottoscrivere il Piano sanitario nazionale 2006-2008. Per raggiungere questi obiettivi la Legge finanziaria prevede l’elaborazione di uno specifico Piano nazionale con monitoraggio dei tempi di attesa, la realizzazione di Centri unici di prenotazione (Cup), l’indicazione di tempi e strutture dove tali tempi siano rispettati. La Legge finanziaria dispone inoltre l’eliminazione delle “agende chiuse” (cioè, la chiusura delle prenotazioni). Saranno sanzionati quanti violeranno tale disposizione.

 

IN PARTICOLARE, PREVEDE:

1) per le risorse finanziarie destinate al Servizio Sanitario Nazionale:
– un incremento della spesa del Servizio Sanitario Nazionale di 1000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006;
– un incremento di 213 milioni di euro in via aggiuntiva a decorrere dall’anno 2006, quale contributo dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria;
– 2000 milioni di euro per concorrere al ripiano del disavanzo del Servizio Sanitario Nazionale per gli anni 2002, 2003 e 2004;
– un incremento di 70 milioni di euro per il 2006 e di 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007 quali risorse destinate ai medici specializzandi per i contratti di formazione-lavoro.

 

2) per la ricerca sanitaria e innovazione:
– risorse già appostate: 285 milioni di euro;
– ulteriori risorse destinate a sostenere il volontariato e la ricerca, con criteri e modalità di utilizzo da stabilirsi;
– ulteriori risorse in favore degli enti pubblici;
– ulteriori risorse per interventi di adeguamento tecnologico nel settore sanitario;
– risorse aggiuntive pari a 100 milioni di euro per favorire la ricerca oncologica;
– risorse per favorire la ricerca sulla sicurezza degli alimenti destinati all’uomo e agli animali.

 

3) per quanto concerne gli interventi nel settore sanitario, interventi ordinamentali e di contenimento delle liste di attesa (condizione, questa, per l’accesso da parte delle Regioni alle risorse finanziarie); tra l’altro:
– l’obbligo delle Regioni di garantire i livelli essenziali di assistenza e di rispettare gli adempimenti previsti dall’Intesa 23 marzo 2005;
– la previsione del Piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa, contenente gli interventi da realizzare da parte delle Regioni per accedere ai finanziamenti destinati al concorso dei disavanzi 2002, 2003 e 2004. Tale Piano:

– individua l’elenco delle prestazioni per le quali sono fissati i tempi massimi di attesa da parte delle singole regioni;
– stabilisce che ogni azienda sanitaria locale indichi le strutture pubbliche e private accreditate presso le quali tali tempi siano assicurati;
– promuove la realizzazione, nell’ambito degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale del Centro unificato di prenotazione (CUP) provinciale o regionale;
– l’istituzione della Commissione Nazionale dell’appropriatezza sulle prescrizioni;
– la conferma dell’obbligo delle aziende sanitarie locali, dei presidi ospedalieri e delle aziende ospedaliere di tenere un registro delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, di diagnostica strumentale e di laboratorio, e dei ricoveri ospedalieri.

 

4) per quanto concerne gli interventi su strutture e servizi:
– l’istituzione del Sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria (SiVeAS);
– iniziative per rimodulare le prestazioni comprese nei LEA, al fine di incrementare l’offerta di prestazioni in regime ambulatoriale, domiciliare e residenziale extraospedaliero;
– la ristrutturazione e l’aggiornamento del nomenclatore delle protesi e l’istituzione di un Repertorio nazionale dei presidi protesici e ortesici erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale;
– coordinamento delle iniziative di solidarietà a favore dei Paesi in via di sviluppo, con specifico riferimento alla donazione, da parte delle aziende sanitarie italiane, di attrezzature sanitarie non più utilizzate dalle strutture italiane;
– completamento ed estensione della disciplina sui dispositivi medici e potenziamento dell’attività di controllo sulla sicurezza nell’impiego degli stessi;
– promozione della ricetta informatica e della tessera sanitaria.

Fonte : Ministero della Salute