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Ssn, sprechi e truffe ancora a tutto campo

C’è l’uso improprio e spesso fraudolento dei pagamenti delle prestazioni ospedaliere ( i cosiddetti Drg costano allo Stato almeno 5 miliardi l’anno con tariffe impazzite da una Regione all’altra. C’è il comparaggio dei medici. Poi ci sono le cartelle cliniche taroccate, cioè riscritte dai sanitari per nascondere le proprie magagne, o compilate con veri e propri « falsi ideologici » .

E ancora non mancano gli appalti viziati, le gare per gli acquisti scorrette e fasulle, le false esenzioni, la libera professione dei medici su cui nessuno vigila. Il tutto in un oceano di silenzio dei controlli. C’è ancora tutto questo nell’universo del Servizio sanitario nazionale. Sprechi, truffe, arditi dribbling degli amministratori e di chi ha con loro rapporti di lavoro ( e d’affari) per aggirare la legge. Tanto poi paga il Ssn, ovvero il contribuente. E a perderci, poi, sono gli assistiti, chi ha bisogno di cure e deve misurarsi con i conti del Ssn che non tornano mai e con la necessità dei conti pubblici di tirare la cinghia.

No, niente a che vedere con le scalate ( fallite) ad AntonVeneta e Bnl. Forse, almeno non ancora, nessun paragone con gli anni bui di Sanitopoli. Ma sicuramente anche nel Ssn e dintorni non mancano i furbetti del quartierino. La denuncia, forte, eclatante, e che non passerà sotto silenzio, è arrivata ieri da un convegno organizzato significativamente nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano dall’Associazione « Areco » ( ricerca europea in chirurgia oncologica) e dalla Fondazione « Un cuore per Milano » : « Sanità: spese e sprechi. L’ottimizzazione delle risorse e la salute del cittadini » .

Denunce e inviti pressanti a raddrizzare tutto ciò che non va. Che sono arrivati dal presidente della Corte d’appello di Milano, Giuseppe Grechi, e dal Procuratore generale di Milano, Mario Blandini.

Con l’aggiunta dei moniti e delle aperte riserve illustrate da rappresentanti ai massimi livelli lombardi della Corte dei conti, della Guardia di Finanza e ancora della Procura. « Inefficienze e sprechi hanno molto impegnato stano impegnando il Palazzo », hanno avvertito Grechi e Blandini. Aggiungendo: « Se si migliorano la gestione e la spesa diventa appropriata, forse diminuirà anche il lavoro della magistratura e della polizia giudiziaria » . Guardia alta, insomma, è il monito.

A cominciare dall’uso fuori regola dei Drg, ha ricordato il professor Ermanno Leo ( Istituto nazionale dei tumori), dove l’inappropriatezza, secondo recenti studi, pesa sulle casse pubbliche per 5 miliardi l’anno. Con tariffe dei Drg che sembrano una giungla. L’esempio più banale: un’appendicite senza complicanze, che può costare da 2.242 euro in Toscana, a 2.527 a Milano, fino ai 5.549 euro in Umbria. Così un’asportazione della colicisti: 2.496 euro in Toscana, 2.611 a Milano, 5.051 in Umbria. E poi ci sono i trucchi per far apparire complicanze inesistenti. Qualche struttura bara, in poche parole. Ed è soprattutto un problema di controllo dei costi, ha chiarito il direttore generale dell’assessorato lombardo, Carlo Lucchina, ricordando il sistema a tappeto messo in atto in Lombardia.

Sandro Raimondi, Pm presso la Procura di Milano che ha seguito le più roventi inchieste sanitarie in Lombardia, ha rivelato tutti i trucchi che si realizzano con le cartelle cliniche. Cartelle che ora sono sotto costante check, perché rivelatrici delle truffe e degli imbrogli, soprattutto analizzando le schede di dismissione ( le Sdo).

E non è mancata la denuncia di Rosario Lorusso, comandante del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, che ha elencato i casi delle inchieste svolte, dal comparaggio alle false esenzioni agli appalti. E quelle del Pg della Corte dei conti lombarda, Domenico Spadaro, che tra l’altro ha puntato il dito sui collegi dei revisori delle Asl e sull’anomalia « del controllore che è nominato e compensato da chi lo momina » . Casi di scuola di conflitti d’interesse. Anche nel Ssn.

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)