Federazione Sindacati Indipendenti

SSN, I VIAGGI DELLA SPERANZA COSTANO 800 MLN

Il divario crescente tra la qualità del servizio sanitario nazionale del Centro-Nord rispetto a quello del Mezzogiorno è emerso in tutta la sua iniquità dalla relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta del Senato che per quattro anni ha scandagliato i mali che affliggono la sanità italiana.
Ciò che più colpisce leggendo i dati è che, contrariamente a quella che è l’opinione largamente diffusa, l’arretratezza strutturale dei livelli dell’assistenza sanitaria al Sud risiede più nell’incapacità di gestire le risorse economiche assegnate al comparto che nella carenza di fondi. Anche per questo i cittadini delle regioni meridionali preferiscono farsi curare, anche solo per prestazioni di routine, presso le strutture ospedaliere del Nord alle quali attribuiscono standards qualitativi più elevati rispetto a quelli delle regioni di provenienza.

I costi per la collettività però sono molto alti, solo nel 2003 la mobilità sanitaria è costata alle regioni visitate dalla Commissione d’inchiesta di Palazzo Madama circa 800 milioni di euro. La carenza cronica e diffusa nell’offerta del sistema ospedaliero, strutture obsolete in cui non vengono garantite neanche le elementari condizioni igienico-sanitarie, queste secondo Francesco Carella, il senatore che ha presieduto la Commissione in questi anni, sono le ragioni alla base dell’esodo sanitario verso il Nord.