Federazione Sindacati Indipendenti

Amianto: in tema di benefici art. 13 c. 8 legge 257/1992 su pensione Inpdap

In tema di riliquidazione del trattamento di pensione per pregressa esposizione alle fibre di amianto (art. 13 legge 257/92) segnaliamo questa sentenza della III^ sezione giurisdizionale centrale della Corte dei Conti che si esprime in maniera difforme (nella fattispecie) dal consolidato orientamento della corte suprema di cassazione.

Nel merito, a fronte di elementi che inequivocabilmente determinano una esposizione alle fibre di amianto (certificata dall’Inail) di un pensionato collocato a riposo dopo l’entrata in vigore della legge, il collegio giudicante esprime parare negativo avverso il riconoscimento del beneficio richiesto perchè lo spirito della legge persegue l’unico obiettivo che è quello di “favorire l’esodo dal lavoro di soggetti esposti all’amianto in un periodo di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese del settore”. (Davide Longhi De Carola)

 

REPVBBLICA ITALIANA – IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

TERZA SEZIONE GIURISDIZIONALE CENTRALE

composta dai seguenti magistrati:

Dr. Gaetano       PELLEGRINO                Presidente

Dr. Silvio            AULISI                            Consigliere relatore

Dr. Enzo            ROTOLO                         Consigliere

Dr. Luciano        CALAMARO                    Consigliere

Dr. Eugenio        SCHLITZER                    Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA
(Numero 4/2006)

sul ricorso in appello iscritto al n. 21102 del registro di Segreteria proposto dall’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (I.N.P.D.A.P.), rappresentato e difeso dall’Avvocato Raffaele Genovesi;

CONTRO
il Sig. M.A.  Adriano, rappresentato e difeso dagli Avvocati E.U., C.M., A.C.

AVVERSO
la sentenza n. 179/2004 della Sezione Giurisdizionale per la Regione Veneto, depositata in data 18.02.2004.

VISTA la sentenza appellata resa tra le parti del presente giudizio;

VISTO l’atto di appello notificato e tutti gli altri atti e documenti di causa;

UDITO alla pubblica udienza dell’11.11.2005, con l’assistenza del Segretario Signora Bianco Lucia, il consigliere relatore Silvio Aulisi, non presenti le parti.

Ritenuto in

FATTO
Con l’appellata sentenza la Sezione Giurisdizionale per la Regione Veneto, pronunciandosi sul ricorso proposto da M.A., quale ex dipendente portuale collocato a riposo dal 01.08.1994, avverso il provvedimento con il quale l’INPDAP aveva respinto l’istanza, da questi avanzata, di riliquidazione del proprio trattamento di riposo stesso ai sensi della legge n. 257 del 1992, ha riconosciuto il diritto del M.A., quale soggetto a suo tempo esposto all’amianto (giusta attestazione del competente ufficio dell’INAL) e quale lavoratore andato in pensione dopo l’entrata in vigore della disciplina invocata, ai benefici di cui all’articolo 13, comma 8, della predetta legge n. 257 del 1992, con interessi legali e rivalutazione monetaria.

Avverso la sentenza ha proposto appello l’I.N.P.D.A.P. chiedendo, in via principale, di voler dichiarare il difetto di legittimazione attiva del ricorrente, il difetto di legittimazione passiva dell’Istituto previdenziale, nonché il consequenziale difetto di giurisdizione del Giudice adito per attenere la pretesa al rapporto di impiego e, comunque, di voler respingere, per violazione dell’articolo 13, ottavo comma, della legge n. 257 del 1992,  la richiesta di controparte in quanto infondata. E ciò in quanto l’invocata norma, avente chiara finalità di favorire l’esodo dal lavoro, poteva trovare applicazione esclusivamente nei confronti dei soggetti occupati al momento della richiesta del beneficio. In via subordinata parte appellante ha chiesto che il beneficio sia riconosciuto con applicazione della prescrizione quinquennale.

Parte appellata si è costituita in giudizio ribadendo la giurisdizione di questa Corte dei conti, la propria legittimazione attiva, la legittimazione passiva dell’I.N.P.D.A.P. e, infine, l’applicabilità della prescrizione decennale vertendosi in tema di crediti non liquidi e non esigibili

All’odierna pubblica udienza, assenti i difensori delle parti, il giudizio è stato trattenuto per la decisione.

Considerato in

DIRITTO
Preliminarmente disattese tutte le eccezioni (di giurisdizione di questa Corte dei conti, di difetto di legittimazione attiva dell’appellante e di legittimazione passiva dell’Amministrazione) in quanto risulta dedotta in giudizio una questione che chiaramente attiene ad un rapporto pensionistico, il Collegio giudica l’atto di appello meritevole accoglimento sotto il profilo della non applicabilità, nei riguardi del ricorrente in primo grado, della normativa invocata.

E merita accoglimento in quanto (come già precisato da questa stessa Terza Sezione Giurisdizionale in sue precedenti pronunce: per tutte sentenza n. 693/05 del 17.11.2005) la finalità perseguita con la legge in discussione  -  e precisamente con l’articolo 13 della stessa, nel testo rivisitato dalla legge n. 271 del 04.08.1993 (di conversione del D.L. n. 169 del 05.06.1993)  -  non è di sicuro quella di incrementare i trattamenti pensionistici già erogati, ma unicamente quella di favorire l’esodo dal lavoro di soggetti esposti all’amianto in un periodo di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese del settore.  

Le spese del presente giudizio possono essere compensate.

PER QUESTI MOTIVI
La Corte dei conti, Terza Sezione Giurisdizionale Centrale, definitivamente pronunciando, accoglie l’atto di appello proposto dall’I.N.P.D.A.P. avverso la sentenza in epigrafe e, per l’effetto, in riforma dell’appellata sentenza, non riconosce il diritto di M.A. a vedersi riliquidare il proprio trattamento di riposo ai sensi della legge n. 257 del 1992.

Spese compensate

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio dell’11 novembre 2005.

L’ESTENSORE                                                             IL PRESIDENTE

f.to Silvio Aulisi                                                       f.to Gaetano Pellegrino

Depositata in Segreteria il giorno 4 gennaio 2006

IL DIRIGENTE

f.to Antonio Di Virgilio        

 

Fonte la Previdenza