Federazione Sindacati Indipendenti

La responsabilità medico-chirurgica

TRIBUNALE ORDINARIO DI NOVARA

SEZIONE PRIMA

Sentenza 23 marzo 2006, n. 341

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

del giudice unico Dott. Elena SECHI

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al N. 3498/2001R.G. promossa da:

(…) e (..) in proprio e in qualità di genitori esercenti la potestà sulle figlie minori (…) e (…), tutti elettivamente domiciliati in (…), presso e nello studio dell’avv. (…), rappresentati e difesi dall’avv. (…);

ATTORI

Nei confronti di

(…), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (…), presso e nello studio dell’avv. (…) che la rappresenta e difende;

CONVENUTA E CHIAMANTE IN CAUSA

(…) elettivamente domiciliato in (…) presso e nello studio dell’avv. (…) che lo rappresenta e difende;

CHIAMATO IN CAUSA

(…), in persona del legale rappresentate pro tempore, elettivamente domiciliata in (…), presso e nello studio dell’avv. (…) che la rappresenta e difende;

CHIAMATAINCAUSA

in punto a: ‘745999 – Altre ipotesi di responsabilità extracontrattuale non ricomprese nelle altre materie (art. 2043 c.c. e norme speciali)”

CONCLUSIONI

Il procuratore degli attori chiede e conclude:

Come da fogli separati

L’avv. (…) per delega dell’avv. (…) per parte attrice così precisa le proprie

CONCLUSIONI:

“In via preliminare si insiste per il rinnovo integrale della c.t.u. o, in subordine per un supplemento d’indagine scientifica con nomina di infettivologo, al fine di accertare come le precoci dimissioni, il mancato ricovero del 29 Dicembre 1999, congiunto alle gravi omissioni terapeutiche del reparto sanitario, abbiano concorso a determinare il tragico decesso della piccola (…); ciò, anche, in considerazione della sconcertante cd inquietante contraddizione tra le conclusioni del c.t.u. ed i dati e le valutazioni scientifiche ufficiali del Ministero della Salute Pubblica e della Letteratura medico-scientifica prodotta in giudizio, nelle quali è rilevato (pag. G 69 in ((Guida all’uso dei farmaci”) che il Ministero della salute impone l’uso di alcuni farmaci, quali ganciclovir ed aciclovir, in presenza di bambini infetti da CMV, cui si aggiunge, la prova documentale di ben 19 studi su oltre 400 casi , accaduti negli anni novanta, ed analoghi o quelli della sfortunata (…), in cui l’uso di tali farmaci in presenza di affezione da CMV, ha avuto effetti felici e risolutivi; circostanze che rilevano, una gravissima e macroscopica omissione terapeutica del Reparto Sanitario (…) e che viene ad aggiungersi alle già inquietanti precoci dimissioni e mancato ricovero della piccola avvenuti tra il 13 ed il 29 Dicembre 1999. Inoltre, iI C.T.U ha dato spiegazioni palesemente lacunose e contraddittorie sulle imperizie ed omissioni denunciate dagli attori in atti e che rivelano un’indagine insufficiente e contraddittoria e, semplicemente, apodittica, dal punto di vista scientifico. Qualora l’On, Giudice Istruttore adito, ritenesse la causa, comunque, sufficientemente istruita e matura per la decisione, Voglia l’On. Tribunale, ogni contraria istanza disattesa e respinta accogliere le seguenti

Conclusioni

l) Riconoscere e dichiarare che il decesso della piccola (…) è avvenuto per grave negligenza, imprudenza ed imperizia dei sanitari dell’ (…), diretti dal dott. (…), i quali si rendevano responsabili di gravi omissioni ed imperizie;

2) Condannare, conseguentemente, in solido, l’ (…) , in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, il dott. (…), responsabile del trattamento per la sfortunata bambina, l’ (…), in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, chiamata in garanzia, al pagamento di tutti i danni morali ed esistenziali subiti dai familiari della piccola (…) e del danno biologico “iure proprio”subito dalla madre, in conseguenza del tragico evento e che si quantificano nella complessiva somma di Euro 950.000,00 (novecentocinquantamila/00), somma maggiorata degli interessi legali e della rivalutazione monetaria a decorrere dal giorno del luttuoso evento e sino al reale soddisfo o alla somma che l’On. Tribunale, riterrà equa e di giustizia, oltre alla condanna in solido di tutti i convenuti sopra citati al pagamento di tutte le spese e competenze di giudizio con IVA o CPA.

L’avv. (…) per (…) convenuta precisa come da comparsa di costituzione e risposta del 13.02.02:

“Voglia l’Ill.mo Tribunale Civile di Novara respingere ogni contraria istanza eccezione e deduzione, assolversi da ogni avversa pretesa con il favore delle spese”.

L’avv. (…) per le (…), terza chiamata, precisa come da comparsa di costituzione e risposta del 03.07.02:

“Voglia l’Ill.mo Tribunale Civile di Novara respingere ogni contraria eccezione e deduzione, assolversi da ogni avversaria pretesa con il favore delle spese “.

L’avv. (…) così chiede e conclude: Voglia l’Ill.mo Giudice del Tribunale di Novara, – respinta ogni contraria istanza, eccezione e deduzione;

– IN VIA PRINCIPALE:

– Accertato, all’esito della esperita istruttoria, l’assoluta mancanza di ogni e qualsiasi negligenza, imprudenza ed imperizia nel comportamento del dr. (…) in relazione alle cure prestate alla piccola (…);

per il proprio Cliente, Dr. (…)

– Assolvere il dr. (…) da ogni e qualsiasi domanda di manleva contro di lui proposta dalla (…).

IN VIA SUBORDINATA:

– Nella denegata e non creduta ipotesi di una accertata responsabilità e/o

corresponsabilità professionale del dr. (…);

– Previa esatta determinazione dell’entità del danno subito dagli attori e determinazione della misura di cui dello stesso sia responsabile il dr. (…);

– Dichiarare tenuta la Compagnia Assicuratrice (…)” – con sede in (…) – a manlevare il dr. (…) , in forza della polizza assicurativa R.C. Generale n. (…), da ogni e qualsiasi pretesa nei di lui confronti, nel limite del massimale.

IN OGNICASO:

– Con il favore delle spese.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione – ritualmente notificata il 18 dicembre 2001 – i signori (…) e (…), in proprio e quali legali rappresentanti delle figlie minori (…) e (…), hanno evocato in giudizio l’ (…), chiedendo al Tribunale di condannare la convenuta in persona del legale rappresentante pro tempore e previo accertamento della responsabilità dei sanitari nella determinazione del decesso della piccola (…) per gravi omissioni ed imperizie, al risarcimento di tutti i danni, morali ed esistenziali subiti dai familiari e del danno biologico “iure proprio” subito dalla madre, quantificati nel complessivo importo di lire 1.800.000.000 o nella diversa somma determinata all’esito del giudizio, oltre interessi, rivalutazione monetaria e rifusione delle spese di giudizio.

A sostegno della domanda hanno dedotto

– che (…), nata a (…) il (…), il giorno 12 dicembre 1999 veniva trasportata presso il (…) della (…) di (…), a causa di una marcata ipertermia (39,5° – 40°C) associata a tosse secca e persistente da diversi giorni;

– che, in considerazione delle condizioni della piccola, i sanitari disponevano il ricovero di (…) per il giorno successivo;

– che, dopo il ricovero ospedaliero, protrattosi per sette giorni, i sanitari, pur consapevoli del difetto cardiaco della bambina e delle condizioni di salute della bambina, che presentava inequivoci sintomi di polmonite da CMV, rilevati il 17 dicembre, e persistente tosse secca, fegato debordante di circa 3 cm dall’arcata costale, decidevano, nonostante la diagnosi di “bronchite-epatite (CMV), scompenso cardiaco” di dimettere (…);

– che tale decisione sarebbe stata affrettata, imperita ed imprudente, in quanto al momento delle dimissioni non veniva prescritta adeguata cura antibiotica e terapeutica, ordinariamente previste dalla scienza medica per la polmonite da CMV;

– che, il successivo 27 dicembre, la madre della piccola, in considerazione del rimanifestarsi della ipertermia associata a tosse, generale disagio e sofferenza con forte irritabilità, informava telefonicamente il dott. (…) chiedendo una visita per la bambina, ma il sanitario sconsigliava l’immediata visita e ricovero, asseritamente minimizzando l’importanza dei sintomi riferiti;

– che il 29 dicembre, persistendo lo stato febbrile ed i sintomi sopra descritti, la madre portava (…) nel reparto di (…) dell’ospedale convenuto, ove i sanitari – dopo una visita affrettata e pur avendo riscontrato l’esistenza dei sintomi sopra descritti ed essendo a conoscenza delle condizioni accertate nel ricovero della settimana antecedente – decidevano di non trattenere in ricovero la piccola che, tre ore dopo, a casa decedeva per “scompenso cardiaco susseguente a polmonite virale da CMV’, come successivamente accertato dall’esame autoptico eseguito dal dott. (…);

– che tali circostanze evidenzierebbero come il decesso di (…) sia da ascrivere alla condotta imperita, negligente ed imprudente dei sanitari del Reparto di (…), i quali avrebbero omesso di proseguire il ricovero successivamente alla data del 20 dicembre, onde tenere sotto controllo la piccola, nonostante gli in equivoci sintomi di una grave condizione generale, ben note ai sanitari;

– che, alle dimissioni del 20 dicembre non avrebbero comunque prescritto una idonea terapia antibiotica e farmacologia, ordinariamente previste e prescritte per soggetti affetti da polmonite da CMV, né, successivamente, il 27 dicembre avrebbero ritenuto di visitare e ricoverare (…), pur persistendo i sintomi descritti;

– che, ulteriormente, successivamente alla visita del 29 dicembre, nella quale non vennero controllati i parametri vitali della bambina e nonostante la persistenza dei sintomi, decidevano di non ricoverare (…), che decedeva tre ore dopo, per lo scompenso cardiaco eziologicamente seguito alla polmonite da CMV, del resto prevedibile e comunque evitabile in assenza delle evidenziate omissioni.

L’ (…), costituendosi, ha preliminarmente chiesto ex art. 269 c.p.c., il differimento della prima udienza, onde consentire, per ragioni d’opportunità, di evocare in giudizio il (…), che concretamente ebbe in cura la piccola (…); nel merito, ha concluso per il rigetto della domanda avversaria, ritenendo insussistente il rapporto eziologico tra il trattamento diagnostico e terapeutico posto in essere dai sanitari e l’evento mortale, evidenziando come anche nel procedimento penale per omicidio colposo a carico del dott. (…), successivamente agli esiti degli accertamenti medico legali disposti dal P.M., conformemente alla richiesta della Procura, il G.I.P. aveva ritenuto di dispone l’archiviazione e comunque chiedendo in via subordinata che il terzo chiamato fosse dichiarato tenuto a manlevare la convenuta (…) dalle pretese degli attori.

A seguito di atto di citazione del terzo, il (…) si è costituto, chiedendo il rigetto della domanda e negando di essersi comportato con negligenza e di avere alcuna responsabilità per la morte della piccola (…) e domandando, comunque, di essere autorizzato alla chiamata in causa della (…), onde essere eventualmente da questa manlevato nella non creduta ipotesi di un riconoscimento di qualche responsabilità nella determinazione dell’evento. La compagnia chiamata si è costituita in giudizio, chiedendo di essere assolta da ogni pretesa avversaria, con motivazioni di merito analoghe a quanto allegato dalle altre parti.

Interrogati liberamente nel corso dell’udienza ex art. 183 c.p.c. la signora (…) ed il dr. (…), esperito senza esito alcuno il tentativo di conciliazione, svolte dalle parti le rispettive istanze istruttorie, la causa è stata istruita preliminarmente con lo svolgimento di una c.t.u. per l’accertamento dell’esistenza di profili colposi eziologicamente rilevanti in rapporto all’evento, affidata al Prof. (…), Primario della Divisione di (…) dell’ (…) di (…).

Deposita la relazione di consulenza, successivamente al contraddittorio suscitato dai rilievi tecnici sulla idoneità dell’intervento terapeutico adottato per fronteggiare le condizioni della piccola (…) – e segnatamente sulla correttezza o meno, sulla base dei parametri generali di indicazione farmacologia in età pediatrica, della prescrizione di composti antiretrovirali per fronteggiare la polmonite da CMV – sono stati richiesti e depositati chiarimenti in forma scritta da parte del CTU nominato.

Ritenuta la causa matura per la decisione, all’udienza del 6.10.2005 le parti hanno precisato le conclusioni riportate in epigrafe e la causa è stata trattenuta per la decisione, previa concessione dei termini massimi di cui all’art. 190 c.p.c. per il deposito degli scritti conclusivi.

MOTIVI

La domanda è infondata e deve essere rigettata.

Dalla documentazione dimessa risulta che (…) nacque il 13.5.1998, affetta

da una grave patologia cardiaca congenita (atresia polmonare con difetto interventricolare, aggravata da una discontinuità tra le due arterie polmonari e il tronco e ramo polmonare sinistro), corretta chirurgicamente presso l’ (…).

Tuttavia- in seguito a tale intervento – pur tecnicamente riuscito ed al quale un miglioramento anatomico e funzionale alla circolazione – residuarono nella bambina condizioni di oggettiva compromissione delle condizioni generali, costituite da una grave forma di corea generalizzata, trattata presso la (…) e successivamente presso (…) di (…) e da una severa compromissione psichica, sia come ritardo delle funzioni cognitive, sia come alterazione dell’umore e del comportamento relazionale.

Le condizioni complessive di (…) – è questa circostanza non contestata tra le parti – erano ben note ai sanitari operanti presso il reparto di (…) dell’ (…) di (…), nel quale il 13 dicembre 1999 la bambina venne ricoverata per la persistenza di uno stato febbrile, già diagnosticato il giorno prima dal locale (…) (39,5 – 40″C) e per 1o scadimento delle condizioni generali e l’aggravarsi della dispnea nonostante il trattamento medico in atto (Panacef e Tachipirinia; Clenil A, Broncovaleas e Fluibron).

Il diario clinico desumibile dalle cartelle è efficacemente riassunto nella relazione depositata dal dott. (…) nel corso dell’indagine penale, nella quale risulta che al momento del ricovero la piccola (…) si presentava sofferente e con una dispnea importante (frequenza respiratoria 6g/min), associata a tosse con catarro; obiettivamente cute pallida con evidente cianosi periorale, iperemia alla membrana timpanica sinistra; all’auscultazione del torace, rantoli e ronchi diffusi con rientramenti intercostali medi; addome trattabile con milza nei limiti e fegato debordante 3 cm dall’arcata costale; la coreoatetosi era più evidente per lo stato di agitazione; temperatura corporea 38,6°C. Veniva sottoposta ad emogasanalisi che evidenziava sO2 pari a 16,8%, pH 729 e pCO 267,9.

Iniziava O2 terapia, seguita da miglioramento della saturazione e riduzione dello stato di agitazione: L’Rx del torace mostrava “congestione del circolo polmonare con ingrandimento delle immagini ilari e ombra cardiaca nettamente ingrandita