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Turco ai primari: “Scegliete privato o pubblico”

Il provvedimento del ministro della Sanità chiede l’esclusività del rapporto con il sistema sanitario nazionale. Per l’attività intramoenia, spiega l’esponente ds, ci sono 412 milioni. Le reazioni politiche e di settore Roma, 8 agosto 2006 – A due giorni dall’annuncio del ministro della Salute Livia Turco di un provvedimento che sancira’ il rapporto esclusivo con il Sevizio Sanitario nazionale per i primari e capi di dipartimento, si rincorrono le reazioni contrarie e quelle a favore al provvedimento.

Al centrodestra le nuove regole non vanno bene e gia’ parla di battaglia in Parlamento alla ripresa dei lavori in settembre. Inoltre viene ricordato che la Commissione Igiene e sanita’ del Senato ha nelle settimane scorse deciso di insediare una Commissione di indagine proprio su tali argomenti. In difesa del ministro Turco sono scesi in campo Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici e Luigi D’Elia vicepresidente vicario della Federazione italiana Aziende sanitarie e Ospedaliere Fiaso) e il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione sanita’ del Senato. Marino non ha dubbi: ”Chi ha funzione apicale deve essere dedicato per intero alla struttura sanitaria per cui lavora. Cio’ non significa – ha spiegato Marino – che essi non possano restare nella struttura con attivita’ di tipo privatistico, purche’ quest’ultima attivita’ non ingerisca con le liste di attesa e i cittadini non abbiano a soffrirne”.

Su questa lunghezza d’onda anche Fiaso e Cgil che sottolineano la necessita’ che l’attivita’ privata venga svolta all’interno delle strutture ospedaliere. Cozza muove pero’ anche una critica alla proposta del ministro, ”in quanto limitata solo ai primari, lasciando fuori i responsabili di strutture semplici e tutti gli altri dirigenti medici che quotidianamente sono impegnati nella sanita’ pubblica”.

D’Elia ha espresso apprezzamento per la proposta della Turco che ”la Fiaso – ha detto – condivide pienamente” e ha sottolineato, ”rapporto esclusivo non significa non far svolgere attivita’ alle figure apicali, ma consentire che possano svolgerla all’interno della struttura ospedaliera”. Tuttavia secondo il vicepresidente Fiaso ”Il tema del rapporto esclusivo va affrontato nelle Regioni, in quanto, non bisogna dimenticarlo, sono le Regioni ad avere poteri esclusivi in materia, oltre che, naturalmente, diritti derivanti dalle norme contrattuali la cui competenza e’ in capo all’Aran”.

”A settembre – e’ il commento di Fabrizio Cicchitto (Fi) – bisogna che il Parlamento metta in questione, anche con specifiche mozioni, l’irresponsabile linea politica espressa dal ministro della Salute Turco per lo smantellamento delle posizioni di maggiore qualita’ nell’ ambito della sanita’ pubblica”. Mentre secondo il senatore Cesare Cursi di An, ”non basta a distanza di tanti anni aver verificato il fallimento della riforma Bindi”. ”Il Ministro ritorna sull’argomento dimenticando quanto accaduto – ha continuato – le posizioni dei sindacati, le posizioni delle rappresentanze parlamentari e quanto Camera e Senato hanno gia’ fatto e si accingono a fare”.

Il senatore azzurro Antonio Tomassini ha accusato invece Turco di vivere ”nella nostalgia della infausta legge Bindi”. ”Ma noi – ha assicurato il parlamentare – vigileremo con forza per difendere il diritto dei cittadini per scegliere il medico da cui farsi curare”. Il senatore Lucio Malan (Fi) ha parlato di ”atto puramente ideologico che danneggera’ utenti e medici bravi”
Una mano tesa al ministro arriva dal versante medico. Piermannuccio Mannucci primario di medicina interna alla Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano definisce la proposta Turco ”una cosa buona”, il vero problema e’, ha affermato, che ”per esercitare l’attivita’ privata negli ospedali pubblici mancano le attrezzature e le strutture adeguate”.

412 milioni per l’intramoenia

Ci sono ancora 412 milioni di euro da spendere. Lo rivela stamattina il ministro della Salute, Livia Turco, in un’intervista pubblicata sul quotidiano Il Mattino. Il ministro riprende alcuni passaggi legislativi funzionali all’esercizio della professione medica all’interno della struttura pubblica. ”Nel 2001 – spiega – ci fu un decreto dell’allora ministro Veronesi che prevedeva criteri anche molto precisi e stanziava dei fondi per l’intramoenia. Il governo di centrodestra – prosegue il ministro – si e’ poi limitato a codificare il regime di intramoenia allargata. Con il risultato che ci sono da allora 412 milioni di euro ancora da spendere”.

E a chi l’accusa di ”poca concertazione” sulla questione dei primari Turco risponde. ”Un pezzo significativo della sinistra voleva che l’esclusivita’ del rapporto per i primari fosse introdotta con il decreto Bersani, mentre io mi sono opposta. E nella Consulta dei medici di un provvedimento da mettere in cantiere per l’autunno ne abbiamo gia’ parlato e tutti i sindacati, compreso quello dei medici ospedalieri, si sono dichiarati d’accordo”. Il ministro spezza poi una lancia in favore dei medici affermando che se i medici sono arrabbiati perche’ hanno la sensazione di contare poco, hanno ragione. ”E’ da quindici anni – afferma Turco – che stanno aspettano una legge, quella del ”Governo clinico”, che valorizzi il ruolo della professione medica”.

Ma il ministro assicura: ”da settembre cominceremo a confrontarci su questi temi”. E su i lavori in corso Turco dice ”Stiamo lavorando per mettere in piedi una task force di competenze che supporti il Mezzoggiorno”. Infine il ministro conclude l’intervista sul caso Cognetti. ”Io difendo scelte di cui sono sempre piu’ convinta. Ma ho anche sperimentato l’incongruita’ della legge del centrodestra che affida al ministro il potere di nomina dei diciassette direttori dei centri di ricerca italiani. E’ una legge sbagliata e io la cambiero’, spero con la Finanziaria in modo da rendere subito operativa la modifica”.
Ansa