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SANITA’ LAZIO: CASSAZIONE, GARGANO RESTA IN CARCERE

(AGI) – Roma, 23 ago. – Resta in carcere Giulio Gargano, ex assessore ai trasporti della Regione Lazio, finito in manette il 7 luglio scorso con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi truffa alle Asl. Lo ha stabilito la sezione feriale della Cassazione, presieduta da Edoardo Fazioli, dichiarando inammissibile il ricorso del difensore di Gargano, l’avvocato Gianmichele Gentile, contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma Luisanna Figliolia.

Per i pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri, titolari del fascicolo, Gargano avrebbe preso denaro da Anna Iannuzzi, nota alle cronache come ‘lady Asl’: tale ipotesi nasce proprio dalle dichiarazioni della donna, la quale racconto’ agli inquirenti di aver dato all’ex assessore circa 2 miliardi di vecchie lire per ottenere una convenzione di alcune Asl a favore di una sua societa’, la ITK Srl, attraverso due delibere regionali. Gargano, inoltre, avrebbe ricevuto in regalo dalla Iannuzzi anche una vacanza in Sardegna.

Tutte accuse, quelle ipotizzate dai magistrati, respinte dall’esponente politico (prima legata ad An, ora passato a Forza Italia Gargano avrebbe ammesso di conoscere ‘lady Asl’, ma ribadito di non avere mai avuto con lei rapporti d’affari, economico o amministrativi, negando di aver intascato tangenti e di aver avuto un ruolo nelle suddette delibere, nonche’ cercando di dimostrare di aver si’ passato dei giorni in Sardegna ma a proprie spese.

La Cassazione, inoltre, ha, con una sentenza (VI sezione penale, n. 29368) depositata due giorni fa, annullato con rinvio un’ordinanza del tribunale del riesame di Roma che aveva confermato il sequestro di somme di denaro e assegni effettuato a Gianpaolo Scacchi, ex segretario di Giorgio Simeoni (l’ex vicepresidente e assessore alla formazione della Regione Lazio, per il quale il Gip Figliolia ha chiesto alla giunta delle autorizzazioni della Camera dei Deputati di poter procedere all’arresto) e coinvolto nello scandalo della sanita’ laziale per cui era finito agli arresti domiciliari. In particolare, il sequestro in questione riguarda il filone di inchiesta sui corsi professionali fantasma, che porto’ in carcere l’imprenditore di Isola del Liri Roberto Perciballi, nella quale Scacchi e’ indagato per truffa aggravata e corruzione.

L’ex segretario di Simeoni, nel ricorrere alla suprema Corte, aveva rilevato “l’impossibilita’ di definire gli oggetti del sequestro quali corpo del reato”.

Per gli ‘ermellini’ della VI sezione penale, che hanno accolto in parte il ricorso di Scacchi, il riesame dovra’ riconsiderare il sequestro limitatamente ai titoli di credito: la motivazione esposta dal tribunale, osservano gli alti giudici, “si attanaglia esclusivamente al sequestro delle somme di denaro, non anche al sequestro dei titoli di credito, della cui provenienza o della cui capacita’ dimostrativa dell’esistenza di un rapporto diretto o pertinenziale i giudici di merito omettono di fornire indicazioni argomentative utili e congrue”. (AGI) Oll/Dml 231146 AGO 06 .
231148 AGO 06