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Finanziaria:tagli diluiti in 2 anni

Sul pubblico impiego risparmi per 4 mld



Stretta sul pubblico impiego con risparmi di 3, 4 miliardi di euro e nel complesso tagli per 20 miliardi. Sembra questo l’intento principale del ministero del Tesoro nel delineare la Finanziaria. Ma Tommaso Padoa-Schioppa starebbe anche tentando di diluire nel tempo i tagli necessari per “ammorbidire” la manovra, previo ok di Bruxelles al rientro del deficit nel 2008 invece che nel 2007.


In queste ore i contenuti della legge stanno prendendo forma, tra incontri e confronti ai vertici. Giovedì il ministro ha incontrato il presidente di Bankitalia Mario Draghi e oggi c’è la colazione di lavoro con il ministro del Lavoro nella Pubblica amministrazione Luigi Nicolais, in cui si delineeranno meglio le misure da prendere nella pubblica amministrazione.


PUBBLICO IMPIEGO, RISPARMI DA 4 MILIARDI DI EURO
E proprio il giro di vite sul pubblico impiego dovrà comportare risparmi per 3-4 miliardi di euro. E’ questa la cifra indicata ai tecnici che hanno il compito di mettere a punto il menu delle varie ipotesi per conseguire le economie nel settore.


Nel mirino innanzitutto la scuola, con la riduzione del numero dei docenti e, in particolare, di quelli di sostegno. Ma novità si preannunciano anche nella sicurezza, riportando il personale a compiti che gli sono più propri. Si torna, quindi, a parlare di una stretta sulla contrattazione integrativa. Oltre che naturalmente di lotta agli sprechi, riduzione delle missioni all’estero e delle consulenze ad esterni. Proseguendo, dunque, sulla strada già presa con la manovrina che prevede proprio per le consulenze un taglio ulteriore del 10%, rispetto a quanto già fissato dalla Finanziaria di quest’anno.


L’operazione dei tecnici appare tutt’altro che semplice considerando l’ingente somma da recuperare.


Anche perchè allo stesso tempo vanno reperite le risorse per i rinnovi contrattuali del biennio 2006-2007. Per il pubblico impiego il ministro Luigi Nicolais ha annunciato lo stanziamento di quattro miliardi nel triennio, di cui uno nella Finanziaria del prossimo anno.


Tra gli interventi allo studio quelli relativi al rapporto tra docenti e alunni, quindi sulla composizione delle classi, con la riduzione del numero dei professori. Il Dpef ricorda che in Italia nella scuola secondaria c’è in media un docente ogni 10,3 studenti contro una media dei Paesi Ocse pari a un docente ogni 14,4 studenti. Con una punta che vede la Germania con un rapporto di 15,2 studenti per ogni professore. Una stretta potrebbe arrivare anche per gli insegnanti di sostegno con la soppressione dei posti non previsti in organico facendo salvi, invece, quelli in organico.


Nel settore sicurezza si punta a recuperare il personale impegnato in attività improprie. Per esempio, carabinieri e poliziotti non dovrebbe essere più utilizzati come autisti, mentre va ridotto il numero delle scorte adeguandole alle necessità.


Quanto agli organici della Pubblica amministrazione, le assunzioni, almeno secondo quanto annunciato dallo stesso Nicolais in Parlamento, dovrebbero essere fatte in modo “selettivo”. Questo significa una ogni quattro uscite privilegiando l’inserimento di giovani funzionari e dirigenti. E’ prevista inoltre una riduzione del 30% delle spese delle le commissioni. La Ragioneria Generale dello Stato dovrà compiere una ricognizione per vedere quali possono essere considerate inutili e quindi eliminabili e quali, invece, possono essere accorpate.


Ma Nicolais vuole anche proporre di inserire in Finanziaria norme per una vera e propria riforma del Pubblico impiego, a partire dalla fusione tra Inps e Inpdap e dalle risorse per il rinnovo contrattuale e per la previdenza complementare. Il superamento della piaga del precariato non potrà che avvenire gradualmente, spiegano al ministero, previo il confronto con il sindacato. Si dovranno infatti definire delle regole, ad esempio che il passaggio al contratto a tempo indeterminato sia previsto prima per i collaboratori assunti con concorso, rispetto a quelli a chiamata. Una volta indicato il percorso da seguire, sarà individuato anche il volume delle risorse necessarie.


La norma per gli enti previdenziali riguarderà Inps e Inpdap, ma con l’obiettivo di estendere la razionalizzazione ad altri istituti in futuro. Non richiedono, invece, alcuna norma specifica i progetti di razionalizzazione dei ministeri, con eventuali accorpamenti e trasferiment. Il disegno di legge in via di preparazione rappresenterà un piano organico di riassetto della amministrazione pubblica, contemplando anche la revisione della legge 165; uno degli obiettivi è di procedere verso la contrattualizzazione dei dirigenti, sanando gli interventi che negli ultimi anni hanno in parte ripubblicizzato il rapporto di lavoro. Il ddl rivedrà poi i compiti dell’Aran e le procedure per l’approvazione dei contratti, al fine di velocizzare i tempi.


Sulla semplificazione amministrativa, l’innovazione principale sta nell’inserimento dell’obbligo dell’amministrazione di dare risposta a qualsiasi domanda dei cittadini entro 90 giorni: in caso contrario l’utente potrà richiedere l’indennizzo di un eventuale danno subito. L’obiettivo del ministero è di estendere questa regola anche alle utility. Altra novità riguarda il traferimento di residenza: eliminato il controllo di persona dei vigili, basterà un’autocertificazione via fax o via e-mail. Inoltre la validità della carta di identità sarà prolungata a 10 anni e verranno eliminati alcuni certificati, come quello di sana e robusta costituzione.


Infine, il ministero intende emanare ai primi di settembre una circolare sui dirigenti che detti regole chiare per gli incarichi di primo livello ed eviti il proliferare delle promozioni: per l’attribuzione dell’incarico dovrà esserci il posto libero, che sarà congelato fino alla maturazione dei tre anni.