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Amniocentesi: nella cartella clinica vanno annotati anche i prelievi falliti

I medici che effettuano l’amniocentesi hanno l’obbligo di annotare nella cartella clinica tutti i prelievi di liquido amniotico effettuati, compresi quelli “andati male” (che hanno aspirato sangue, ad esempio) che sono da ripetere. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione, confermando la condanna inflitta a un dottore dell’ospedale “Bolognini” di Seriate (Bergamo), colpevole di non aver segnalato sulla cartella di una paziente in gravidanza che il primo prelievo era stato ematico. Il sanitario si era limitato ad annotare il secondo prelievo, quello riuscito.

Ma la donna aveva perso il bambino e la circostanza era emersa durante un’indagine sulle possibili cause. Il medico, interrogato, si era difeso sostenendo che era «prassi» annotare soltanto i prelievi riusciti. Di qui il processo e la condanna per falso ideologico.
Contro la pronuncia della Corte d’appello, il sanitario ha proposto ricorso in Cassazione.

Ribadendo che era «irrilevante» annotare il primo prelievo ematico per la sua «inutilità ai fini dell’indagine genetica» e perché non
«aveva comportato l’aumento dei rischi connessi all’operazione». Non è d’accordo la Suprema Corte. «Nel caso di amniocentesi – si legge nella sentenza – intervento particolarmente delicato per i rischi connessi, dato clinico rilevante è anche quello costituito da un prelievo ematico, che, pur se ininfluente ai fini dell’indagine genetica cui l’intervento mira, acquista indubbia valenza alla luce delle conseguenze che ne possono derivare».

«Il trauma fetale “da puntura” – rileva infatti Piazza Cavour – anche se ritenuta evenienza molto rara da quando la procedura di amniocentesi è guidata dall’ecografia, è pur sempre possibile ». E il medico è tenuto a documentare le attività compiute delle quali si «assume la paternità». Qui i giudici tornano a delineare la “natura” della cartella clinica: «Si tratta di un atto pubblico che esplica la funzione di diario dell’intervento medico e dei relativi fatti clinici rilevanti, sicché i fatti devono essere annotati conformemente al loro verificarsi».