Federazione Sindacati Indipendenti

Il miraggio costoso della sanità

Sono 126 gli ospedali costruiti e mai aperti. Gli italiani continuano a pagare e non ottenere nulla. Ma non è che ce lo meritiamo?

C’è una piccola anomalia nel nostro stato, le opere pubbliche si sa quando iniziano ma non si sa quando finiscono, e ciò vale per tutto il territorio italiano.

Il perchè di quest’anomalia è presto detto: fa comodo a molti il cosìdetto «cantiere perpetuo», fa comodo agli impreditori (in alcuni casi collusi con la malavita) che continuano a incrementare i loro guadagni, fa comodo ai politici, in particolar modo quelli locali, che spesso corrotti accettano di buongrado la situazione e non si adoperano per far terminare le opere in costruzione.

L’esempio palese è quello della Salerno-Reggio, ma purtroppo il marcio non si ferma a quest’opera, il 31 Agosto su LaStampa è uscita un’interessante inchiesta di Sodano e Zanotti sugli ospedali non completati o inutilizzati e i numeri portati alla luce hanno dell’incredibile:
in Italia sono ben 126 gli ospedali in costruzione o costruiti e mai utilizzati.

Alcuni di questi sono in costruzione da più di 15 anni, altri sono stati costruiti come nel caso dell’ospedale di Como con costi superiori al 300% del preventivo per poi essere stati utilizzati solo decine di anni dopo la costruzione.

Poi c’è il caso simbolo, quello dell’ospedale di Boscotrecase a Torre Annunziata (Napoli iniziata la costruzione nel 1965 e mai entrato in funzione, nel frattempo è stato utilizzato anche come deposito di armi della Camorra.

Un numero vergognoso se si pensa che buona parte di questi ospedali continuano ad essere da anni e anni rinnovati, ristrutturati e implementati con nuove strutture.

E così aumenta inesorabilmente la spesa sanitaria che in 10 anni è aumentata da 45 milioni di euro a più di 90 un aumento vergognoso sia rispetto all’inflazione sia rispetto al servizio offerto che in 10 anni non è migliorato.
Un’anomalia vergognosa tutta italiana, che vede coinvolto non solo il sud Italia ma anche il centro e il nord.

Il problema per me non sono solo le istituzioni, ma è un problema generale e complessivo, finquando gli italiani continueranno a votare chi gli fa questo o quel favore, finquando continueranno a difendere a spada tratta certi modi di fare e di pensare clientelistici solo perchè otterranno un ritorno, la situazione non cambierà mai.

Allora permettetemi di dirlo, ce lo meritiamo, ci meritiamo uno stato in cui andremo in pensione a 60 anni e in cui pagheremo più tasse.

Dopotutto, altra anomalia tutta italiana, ci sono dei politici che frequentano il parlamento da più di trent’anni e sicuramente avranno «le mani in pasta» come si deve. Insomma una dittatura democratica, che in altri stati è impensabile, basti pensare agli Usa dove c’è un continuo ricambio di politici.

La colpa è anche nostra se li continuiamo a votare. Poi non lamentiamoci se questi sono i risultati.

Tratto da: http://www.proveditrasmissione.net