Federazione Sindacati Indipendenti

Il vice presidente della Commissione Sanità al Senato

«SULL’INTRAMOENIA la Camera dei deputati ha concluso un’inchiesta parlamentare già un anno e mezzo fa giudicandola un fallimento». Per il vice presidente della Commissione Sanità al Senato Cesare Cursi le dichiarazioni del ministro della Salute Livia Turco «sono il solito ritornello ripetuto a cantilena per depistare i cittadini». Depistare i cittadini da cosa? «Dal problema vero: la Finanziaria. Perché il ministro non ci dice quanti soldi ha intenzione di mettere sul Fondo Sanitario Nazionale?». Voi quanti ne avevate messi? «L’anno scorso erano stati stanziati 93 miliardi di euro, di cui due per l’abbattimento delle liste d’attesa».

Che però sono ancora la spina nel fianco della sanità… «Questo è vero. A maggior ragione, a che punto siamo? Ce lo dica lei «No, lo dica il ministro ai cittadini. Nel marzo scorso avevamo approvato un piano con le Regioni, che si erano impegnate a impostare dei programmi. Ad oggi non abbiamo notizie precise su cosa sia accaduto». Entro un anno la libera attività professionale intramoenia potrà essere esercitata solo nella struttura pubblica…

«Roba vecchia. I fondi a disposizione per realizzare le strutture dentro gli ospedali sono rimasti nel cassetto. Siamo convinti che l’intramoenia così come è stata prospettata dalla Turco non garantisca qualità e servizi migliori». Il ministro vuole dare più potere ai medici e meno alla dimensione politico-amministrativa. Vecchio anche questo? «Di almeno un anno. C’è già una proposta di legge che riguarda questo tema. Doveva servire ad allargare le funzioni dei medici nella gestione delle Asl e nella gestione dei concorsi di selezione del personale medico. Non è andata avanti. Come mai? «Perché l’Opposizione si era messa di traverso». Farete lo stesso?

«Mi limito a dire che giudicheremo la proposta quando ne conosceremo i contenuti». La Turco parla di compartecipazione al costo per i codici bianchi «E non sarebbe meglio creare le condizioni affinché ci sia un maggior coninvolgimento dei medici di medicina generale nel rapporto con il malato? Sulle intenzioni di questa maggioranza c’è giusto “qualche” errore e troppa confusione»