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Sanita’ : Turco , meno politica nelle nomine dei vertici

Un approccio meno politicizzato nelle scelte dei vertici pubblici? Sembra andare in questa direzione il provvedimento sulla sanita’ approvato oggi in Consiglio dei ministri.

Lo schema di decreto presidenziale approvato, da sottoporre al parere del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato–Regioni, disciplina le modalita’ di selezione, incarico e revoca dei direttori scientifici degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS).

Ad oggi, ha spiegato il ministro Livia Turco, con la normativa introdotta dalla cdl le nomine in questi centri di eccellenza avvengono su chiamata del ministro, che non e’ vincolato a nessun criterio di scelta e che non ne deve rispondere a nessuno. La proposta del governo di centrosinistra e’ invece di agire con bando pubblico.

La commissione selezionatrice sara’ composta da un delegato per ciascun ministero interessato, i presidenti dei maggiori centri ricerca, il direttore dell’azienda in questione, i direttori scientifici dei dipartimenti interessati e 3 membri della comunita’ scientifica internazionale fra i quali ultimi sarebbe eletto il presidente. La commissione proporra’ tre nomi, fra i quali il ministro sara’ vincolato a scegliere.

Il ministro ha aggiunto che per le nuove nomine si procedera’ solo alla naturale scadenza degli incarichi attuali. Col provvedimento si stabilisce pero’ il principio della valutazione dei risultati, sulla base della quale si stabiliranno eventuali revoche anche di coloro che siano stati scelti con il criterio di cui sopra.

Lo scopo della nuova regolamentazione, ha commentato il ministro Turco, e’ accrescere la partecipazione professione medica alla sanita’ ed escludere la politica dalle nomine (anzi, ha parlato di ‘cattiva politica’).

Richiesta se vi fosse un nesso con il caso del Regina Elena ha negato, facendo rilevare che gia’ i primi provvedimenti del cdm andavano in questa direzione, che e’ coerente con gli obiettivi di fondo del governo.

Rispondendo ad una domanda sui ‘tagli’ alla sanita’, il ministro ha risposto energicamente che la parola tagli e’ sbagliata, in quanto si tratta di una politica di contenimento della spesa, a fronte pero’ di un budget compessivo superiore a quello precedente di alcuni miliardi.

di Mauro W. Giannini