Federazione Sindacati Indipendenti

L’Economia alle Regioni: tagliare subito 1,8 miliardi

Un taglio, spesa sanitaria esclusa, da 1,85 miliardi. Poi, il buio totale. Neppure una cifra, nessuna conferma o smentita sui ticket, nessun riferimento alle modalità complessive degli interventi.

Dopo gli enti locali, ieri anche le Regioni hanno incassato ben poco dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Il classico incontro «interlocutorio», nella speranza di un confronto politico più serrato nelle poche settimane che restano prima del varo della Finanziaria a fine mese. Un incontro che in ogni caso le Regioni non esitano a definire «deludente». Lapidario il governatore della Calabria, Agazio Loiero:«Un incontro andato male, un rito che si consuma stancamente».

Il Governo continua nella tattica del massimo riserbo nella promessa concertazione col sistema delle autonomie. Tanto che sulla Sanità, il capitolo più delicato del confronto con i governatori, ieri è stato detto che con ogni probabilità la “cifra” dei trasferimenti al Ssn per il 2007 la si conoscerà soltanto con la presentazione della Finanziaria. Ipotesi che le Regioni, tutte insieme e senza distinzioni politiche, contestano apertamente: il «Patto per la salute», proposto da Livia Turco, potrà infatti essere sottoscritto, affermano, solo con la certezza e la condivisione delle risorse finanziarie disponibili. Affermazione, questa, condivisa da Romano Colozzi (Lombardia)e da Giovanni Bissoni (Emilia Romagna). Mentre meno pessimistico s’è dichiarato Enrico Rossi (Toscana), coordinatore delle Regioni per la Sanità: «C’è una larga condivisione sul metodo scelto e sugli strumenti per controllare la spesa, non solo in termini monetari».

Sulla spesa sanitaria, peraltro, il Governo staattestandosi a quota 96,5 miliardi (contro i 91 del 2006), inclusa una quota da 11,5 miliardi per il Fondo di riequilibrio. Ancora poco per le Regioni,che sono disponibili a scendere da 100 a 98,5 miliardi solo a precise condizioni. Che il Governo finora non “offre”. Anche se ieri Padoa Schioppa ha aperto le porte all’individuazione di soluzioni non punitive sui disavanzi pregressi, con i conti del 2006 che annunciano un maxi deficit (quasi 10 miliardi di rosso) e, stavolta,spalmati tra tutte le Regioni. «Un fatto estremamente positivo», ha giudicato Bissoni le aperture del ministro.

In discussione, tra l’altro, c’è lo sblocco delle addizionali locali, cui però ieri, diversamente da quanto accaduto con gli enti locali, il ministro dell’Economia non ha fatto alcun cenno alle Regioni. Il taglio delle risorse finanziarie (sanità esclusa) da 1,85 miliardi è frutto dei lavori dei tavoli tecnici: «Ma non ci è stato spiegato da quale monte sarà calata», ha contestato Colozzi. Senza dimenticare un altro nodo che rischia di accrescere le distanze: il rischio,emerso a livello tecnico, di un blocco dell’indebitamento delle Regioni al livello attuale. Se così fosse, resterebbero bloccati circa 13 miliardi di investimenti all’anno.

Un’autentica doccia fredda, anche perché andrebbe a incidere sui progetti di sviluppo, la stella polare del rilancio economico proposto dal Governo.

Sul fronte delle maggiori entrate 2006, infine, il Tesoro conferma con un emendamento al bilancio di assestamento la stima di 6,9 miliardi.

 
 di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)