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Sanita’: Calabria, Assistite 400 Mila Persone Inesistenti

(ANSA) – CATANZARO, 15 SET – La Regione Calabria ha corrisposto per anni il rimborso ai medici di base per l’assistenza a circa 400.000 persone inesistenti ai fini del servizio sanitario regionale, perche’ decedute, non piu’ residenti sul territorio calabrese o conteggiate piu’ volte nella rendicontazione, con uno spreco di risorse pari a 30 milioni di euro all’anno . Lo ha reso noto questa sera, secondo quanto riferito in un comunicato, l’assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, intervenendo a Lamezia Terme all’assemblea generale dell’Anisap, l’ associazione nazionale delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private.

”Il dato – ha spiegato l’assessore – e’ emerso da una verifica effettuata dagli uffici del dipartimento alla Tutela della Salute grazie alla nuova anagrafe informatizzata degli assistiti. Le cifre in nostro possesso consentiranno gia’ nei prossimi mesi una scrematura grazie alla quale realizzeremo consistenti risparmi. Occorre un’inversione di tendenza nell’impiego delle risorse disponibili e dunque la conoscenza dei dati reali e’ fondamentale. Negli ultimi 24 anni non si era mai proceduto ad un aggiornamento della situazione e questo ha contribuito ad un aumento abnorme della spesa.

Occorre liberare risorse da investire sul territorio, per esempio nella prevenzione, il cavallo di battaglia che ci ha consentito di superare le verifiche contabili a livello nazionale”.
”Fino a quando saro’ assessore alla Salute della Regione Calabria, e conto di rimanervi ancora a lungo – ha proseguito la Lo Moro secondo quanto riferito – i dati su cui lavoreremo dovranno essere veritieri e non basati su numeri presunti”. Un criterio che l’assessore intende applicare nella ripartizione delle risorse destinate ai laboratori privati, ma anche di quelle canalizzate sulle strutture pubbliche. ”Questa amministrazione regionale – ha detto a tal proposito – ha avuto il coraggio di affermare che il pubblico avra’ fondi proporzionati a cio’ che produce, abbandonando il criterio della ripartizione basata su dati non oggettivi”.
Ai titolari dei laboratori privati ha quindi spiegato le ragioni della scelta di procedere a contratti annuali e non piu’ triennali: ”Occorrono dati certi per evitare sprechi e contratti esorbitanti.

Prima di impiegare i soldi dobbiamo sapere dove prenderli. Vogliamo conti in equilibrio per rispettare il patto di stabilita’. Per questo motivo non possiamo procedere alla stipula di contratti pluriennali senza sapere quali fondi abbiamo a disposizione in sede di ripartizione a livello nazionale”.
In merito ad una serie di problemi sollevati dall’Anisap, su richiesta dell’associazione, e’ stato concordato di aprire un tavolo tecnico che avra’ luogo lunedi’ a Catanzaro, nella sede dell’assessorato. (ANSA).