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Abs sanità Lazio probabilmente costituiscono debito -Eurostat

MILANO, 18 settembre (Reuters) – E’ molto probabile che le recenti cartolarizzazioni realizzate dalla Regione Lazio su crediti sanitari debbano essere considerate ai fini statistici come finanziamenti, finendo, di conseguenza, nel calcolo del debito pubblico ai fini di Maastricht.

L’allarme sulle securitisation che riguardano la sanità, realizzate in Italia non solo dal Lazio ma da diverse regioni, è contenuto in una lettera di Eurostat a Istat a proposito della ristrutturazione del debito sanitario del Lazio di cui Reuters è venuta in possesso.

“In questa fase Eurostat considera che la ristrutturazione del debito che riguarda impegni di pagamento porta alla creazione di un nuovo strumento [finanziario] che è molto probabilmente un finanziamento. Gli accordi previsti per le securitisation rafforzano la contabilizzazione come finanziamento”.

E’ questa la risposta data dall’ufficio statistico europeo a Istat che chiedeva se le operazioni effettuate dalla regione Lazio su crediti sanitari portassero a riqualificare gli impegni di pagamento da parte della regione in debito pubblico.

Il Lazio ha effettuato a inizio agosto due operazioni di cartolarizzazione su crediti sanitari per circa 1,6 miliardi di euro, un’operazione simile è stata effettuata quest’anno dall’Abruzzo, per circa 330 milioni, mentre la Campania ne ha programmata una fino a 3 miliardi. In totale si tratta della ristrutturazione di crediti commerciali di fornitori attraverso securitisation per circa 5 miliardi di euro, pari allo 0,5% del Pil.

Più in generale l’Italia, come altri Paesi, è in attesa di delle nuove regole di contabilità pubblica dell’Eurostat riguardante le cartolarizzazioni. Dal 1999 a oggi il Tesoro italiano ha emesso titol derivanti da securitisation per 44 miliardi di euro, 23 dei quali ancora in circolazione.

CON RISTRUTTURAZIONE PROBABILE CAMBIO NATURA CREDITI ASL

Nella lettera, inviata a inizio settembre, l’ufficio statistico europeo ribadisce che la passività originaria delle Asl nei confronti dei fornitori di prodotti e servizi sanitari è un ‘credito commerciale’ e come tale viene escluso dalle passività che costituiscono debito pubblico ai fini Ue.

Tuttavia, “la rinegoziazione comporta l’estinzione dello strumento finanziario iniziale e la creazione di uno nuovo che non è più legato con i beni e servizi [prestati]” argomenta Eurostat.

“In questo ultimo caso i fornitori partecipano a un accordo che intende fornire finanziamento a lungo termine a un altro soggetto. Questa forma di finanziamento a lungo termine deve essere classificata come un loan” asserisce l’ufficio statistico, stabilendo, di fatto, un nuovo orientamento che, se diventerà definitivo, porterà al consolidamento di queste cartolarizzazioni nel debito della regione.

Il 4 agosto è stata sottoscritta una cartolarizzazione da 654 milioni di euro costruita su crediti sanitari verso la Regione Lazio. Il 2 agosto era stata lanciata, invece, un’altra cartolarizzazione su crediti sanitari verso il Lazio con importo pari a 964 milioni costruita su un portafoglio di crediti da 1,2 miliardi. La Regione Campania punta a lanciare entro la fine dell’anno una cartolarizzazione su crediti sanitari fino a 3 miliardi di euro, mentre ad aprile l’Abruzzo ha effettuato un’operazioone simile a fine aprile su 327 milioni di euro.