Federazione Sindacati Indipendenti

Una ricerca sull´esercito di donne, soprattutto dell´est

Una ricerca sull´esercito di donne, soprattutto dell´est, che assistono gli anziani. Sono 75 mila a Milano, il doppio in Lombardia
Badanti, senza di loro la sanità crolla. Ma quattro su dieci sono clandestine

Caritas e sindacato denunciano: un racket le importa e le sfrutta Giorno e notte accanto al letto dove giace un anziano. Le vedi al parco che spingono una sedia a rotelle. Le incontri al supermercato mentre comperano i pannoloni. Le senti parlare a voce alta e gesticolare per farsi capire da chi ha quasi perso l´udito e a fatica si regge in piedi. È arrivato in silenzio, l´esercito delle badanti. Le prime, alla fine degli anni ‘90.

Oggi ce sono quasi 700.000 in Italia, oltre 75.000 a Milano, il doppio in Lombardia, regione in cui gli anziani sono il 20 per cento della popolazione, con una quota pari al 17 per cento di non autosufficienti.

L´Inps dice che in cinque anni le badanti – il sistema economicamente più conveniente per curare a casa un anziano – sono raddoppiate. Un´indagine dell´Istituto per la ricerca sociale presentata ieri racconta che quest´esercito al femminile, nel 97 per cento dei casi è composto da straniere trenta-quarantenni. Il 56 per cento viene dall´Europa dell´Est, il 30 per cento dall´America Latina. In una quota variabile fra il 30 e il 55 per cento sono diplomate o laureate. Ma per il 40 per cento sono clandestine. Quindi doppiamente ricattabili. Il lavoro spesso è in nero, la paga attorno agli 800 euro al mese – un terzo della retta per una casa di riposo – senza contratto né contributi, l´orario continuato, ventiquattr´ore al giorno. Le mansioni impegnative: una persona anziana non autosufficiente richiede più attenzioni di un neonato. E molta più pazienza, più umiltà.

Sergio Pasquinelli – che con Daniela Mesini e Giselda Rusmini ha condotto la ricerca dell´Irs – dice che senza dubbio «le badanti hanno salvato dal collasso il sistema sanitario e sociale di una regione che invecchia vertiginosamente, con una rete di assistenza residenziale per anziani che copre tra il 25 e il 40 per cento della richiesta». Ma c´è chi ha fiutato il business: «Si può parlare in alcuni casi di vera e propria “tratta”. Le badanti sono un affare lucroso per gente senza scrupoli. Spuntano come funghi strane agenzie, che fanno arrivare queste donne in Italia dai Paesi dell´Est e dal Sud America. Questi mediatori trattengono i documenti delle donne fino a quando non ottengono cifre che considerano un “rimborso” per le spese di viaggio e per il collocamento».

sono arrivate numerose denunce sulle condizioni di sfruttamento in cui vivono le immigrate che assistono gli anziani milanesi. «C´è chi si vede trattenere qualche mese di stipendio dall´”agenzia” che le ha sistemate in Italia – spiega Pasquinelli – . C´è un 20 per cento che non riesce a farsi fare un contratto regolare, un altro 40 per cento non ha il permesso di soggiorno. Il problema dunque è far emergere il “sommerso”, il lavoro nero, combattere lo sfruttamento. E per far questo le istituzioni devono pensare a incentivi economici per le famiglie che intendono mettere in regola le badanti».

È per questo che i Comuni di Sesto San Giovanni e di Brescia, grazie al progetto Equal e all´intervento dell´Irs, hanno fatto nascere sportelli dove i cittadini possono andare a cercare badanti. Donne che hanno seguito specifici corsi di formazione per l´assistenza domiciliare agli anziani e che risultano iscritte a un vero albo professionale