Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità, spesa scenderà di 2,4 miliardi: Livia Turco: “Mantenuti gli impegni”

I ministri Paolo Ferrero (a sinistra) e Tommaso Padoa-SchioppaROMA – Novantasette miliardi di euro. E’ questa la cifra che verrà destinata per il fondo sanitario 2007 (nel 2006 era 91,2 mld) nella Finanziaria. E’ quanto è stato deciso nel lungo incontro di oggi tra i ministri dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, della Salute, Livia Turco e le Regioni sul nuovo ‘Patto per la sanità’, al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Della cifra stabilita un miliardo di euro è destinato al fondo di solidarietà.

Spesa sanitaria. Secondo l’accordo, la spesa sanitaria complessiva si attesterà nel 2007 a 101,3 miliardi, registrando così sia una diminuizione di 2,4 miliardi rispetto al tendenziale del 2007 (pari a 103,7 miliardi) sia una leggera flessione rispetto al livello previsto nel 2006 (pari a 102 miliardi). “Dopo essere cresciuta in media del 7,8 per cento annuo nel periodo 2000-2006, la spesa sanitaria viene così sostanzialmente stabilizzata a partire dal 2007” si legge in un comunicato del Tesoro. Il contributo netto alla Finanziaria 2007 sarà di 3 miliardi.

Il “Patto per la salute”. L’accordo raggiunto tra il governo e le regioni sul nuovo “Patto per la salute” conferma il meccanismo di aumento automatico delle tasse per le amministrazioni che sforeranno l’importo di spesa previsto. “Per le regioni che non raggiungeranno gli obiettivi di spesa concordati – è scritto nella nota diffusa dal ministero dell’Economia – verranno confermati i meccanismi di piena responsabilizzazione finanziaria come le misure di affiancamento e gli ‘automatismi fiscali’. In pratica, le Regioni potranno mettere mano ad aumenti delle aliquote regionali dell’addizionale Irpef e dell’Irap.

“Mantenuti gli impegni”. “Abbiamo mantenuto gli impegni, dopo che da mesi stiamo lavorando per un nuovo patto per la salute che dia più risorse, più certezze e meno sprechi”, ha detto il ministro della Salute Livia Turco. “Con questo patto il sistema sanitario nazionale è più stabile – ha sottolineato – con meno inefficienze, servizi più adeguati e anche, finalmente, la possibilità di nuovi investimenti nella sanità”.

Prodi e la Finanziaria. Per quanto riguarda la Finanziaria, Romano Prodi, nel corso di un’intervista pubblica alla festa nazionale dell’Italia dei Valori a Vasto, ha confermato l’importo complessivo annunciato: “Abbiamo detto che la finanziaria sarà di 30 miliardi e resta di 30 miliardi”, ha assicurato il presidente del Consiglio.

“Salvaguardare le pensioni”. Il premier ha anche parlato di previdenza: “Non infieriremo sui pensionati – ha sottolineato – Il principio è salvaguardare coloro che sono un pò scoperti, le riforme hanno una loro continuità”. Il presidente del Consiglio ha ribadito gli impegni sul cuneo fiscale e sulle tassazione delle rendite finanziarie al 20 per cento: “E’ nel programma di governo, lo faremo il più presto possibile. E’ un problema di adattamento, di qualche mese”. E sulle liberalizzazioni ha aggiunto: “Andremo avanti su questa direzione”.

“Ho diminuito le tasse”. Nel corso dell’intervista Prodi ha anche affermato “Io ho diminuito le tasse dopo l’ingresso nella moneta unica dell’Unione europea, non Berlusconi”. Secondo il premier, il centrodestra “non solo non ha diminuito le tasse, ma ha sbalestrato la spesa pubblica”. Prodi ha confermato che il suo governo è impegnato nella lotta contro l’evasione fiscale.

Proroga del blocco degli sfratti. Infine una importante novità che riguarda circa 100.000 famiglie in Italia: il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga del blocco degli sfratti per “i nuclei familiari che hanno un reddito inferiore ai 27 mila euro”, ha spiegato Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Questi nuclei devono avere al loro interno una delle seguenti categorie: figli a carico, persone con un handicap superiore al 66%, malati terminali oppure ultrasettantenni”. Ferrero spiega che il ‘blocco’ sarà di “tre mesi per tutti. E poi – aggiunge – ci sarà un periodo più lungo per quei comuni che presentano un piano per le offerte pubbliche di alloggio”.

Nel dettaglio. I blocchi varranno per tutti i capoluoghi di provincia e per i comuni con oltre 10.000 abitanti. Per quanto riguarda l’estensione della proroga, nel decreto si parla di 3 mesi, che diventano 8 per i residenti nei comuni che predispongano un piano finalizzato all’offerta pubblica di alloggi. Gli inquilini, i cui locatori hanno più di 100 alloggi, potranno invece tirare il fiato per un anno e mezzo.

“Italia sotto la media europea di alloggi pubblici”. Il ministro del Prc ricorda che “la media europea degli alloggi pubblici è al 16 per cento, mentre l’Italia è sotto il 4 per cento”. “Vista la situazione – ha spiegato – abbiamo deciso di adottare un decreto d’urgenza in vista della costruzione di un progetto che eviti di nuovo questa situazione”.

“Il governo – ha aggiunto Ferrero – aprirà entro 90 giorni un tavolo con le Regioni e i comuni interessati che abbia come obiettivo quello di aumentare l’offerta di alloggi pubblici”.