Federazione Sindacati Indipendenti

AIDS: aumentano le morti per cause estranee al virus

La notizia . Tra il 1996 e il 1998 la mortalità relativa all’AIDS è diminuita di circa il 60 per centro negli Stati Uniti; il dato più nuovo è, però, che la percentuale di morte tra soggetti affetti dal virus dell’HIV dovuta a cause estranee al virus è aumentata dal 10,6 per cento al 22,9 per cento negli ultimi 20 anni. Lo ha dimostrato una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori del New York City Department of Health and Mental Hygiene e pubblicata sull’ultimo numero della rivista Annals of Internal Medicine.

La ricerca. Il dato è emerso da uno studio condotto nella sola città di New York previa consultazione degli archivi delle morti certificate per AIDS tra il 1999 e il 2004. La scelta della città non è stata casuale: nella grande mela vivono circa 60 mila persone affette da AIDS, senza contare i sieropositivi; si registrano 2000 morti all’anno… molti medici la considerano una vera e propria epidemia. In seguito all’introduzione della terapia antiretrovirale (HAART) la malattia da HIV ha subìto una radicale trasformazione; da una patologia costellata da frequenti complicazioni acute o cronico-recidivanti, da prolungate ospedalizzazioni e da frequente mortalità, a un’affezione cronica, prevalentemente asintomatica o modestamente sintomatica, ad andamento lentamente evolutivo. In sostanza è diminuita la mortalità ma, come molti esperti sottolineano, non sono diminuiti i contagi.

Un nuovo punto. Questo nuovo studio punta inoltre il dito su un altro problema: dei 68.699 decessi di persone malate di AIDS registratisi tra il 1999 e il 2004 il 26,3 per cento è dovuto ad altre cause, in particolare abuso di alcool, di droghe, malattie cardiovascolari e tumori non collegabili all’infezione da HIV, come il tumore al polmone. Questo dato è significativo poiché indicherebbe che tra la popolazione di pazienti affetti dal virus HIV sono diffuse delle abitudini scorrette e deleterie per la salute.
Secondo gli autori dello studio, dunque, i pazienti affetti da HIV dovrebbero essere inseriti anche in un programma che abbia come fine quello di educare questi soggetti da un lato alla prevenzione di altre malattie attraverso controlli e screening continui, dall’altro di indirizzarli a vivere una vita più sana da cui bandire fumo e alcool per esempio.

La popolazione newyorkese, come ammesso dagli stessi autori della ricerca, non può essere considerata rappresentativa di tutti i pazienti affetti di AIDS nel mondo, né una ricerca di questo tipo potrebbe essere condotta su più larga scala. Tuttavia, almeno nel mondo occidentale, poiché l’AIDS è diventata una malattia cronica si dovrebbe puntare ad una politica di educazione sanitaria che spinga gli affetti dal virus HIV, come e più di chiunque altro, ad assumere uno stile di vita sano.

Bibliografia. Causes of death among persons with AIDS in the era of highly active antiretroviral therapy: New York City.
emanuela grasso

Il Pensiero Scientifico Editore