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I poli si dividono. Al via la discussione sul testamento biologico

Domani il Senato comincia a discutere della legge sul testamento biologico, in Commissione Sanità per l’approvazione del calendario delle audizioni.

Dall’inizio della legislatura sono complessivamente otto i ddl presentati da membri di maggioranza e opposione. E sempre domani l’ufficio di presidenza della commissione stilerà un elenco di 35 esperti, tra giuristi, medici, bioetici, associazioni, che dalla prossima settimana verrano ascoltati nell’indagine conoscitiva propedeutica all’elaborazione del testo di legge.

Piergiorgio Welby, copresidente dell’associazione Luca Coscioni, malato di distrofia muscolare, ha rivolto nei giorni scorsi un appello disperato al Capo dello Stato: «Voglio l’eutanasia» e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha invitato il Parlamento ad avviare una discussione approfondita. Su questo il mondo politico resta diviso, non secondo la logica degli schiarementi ma tra posizioni cattoliche e laiche.

Il Presidente del Senato, Franco Marini, ha subito precisato: «Per quanto mi riguarda la parola eutanasia non c’è, non ha spazio. Si può lavorare nella direzione del testamento biologico»; il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti ha raccolto invece con decisione l’appello del Capo dello Stato: «Faremmo male a sciupare un appello come quello del Presidente della Repubblica. Faremmo bene tutti a fermarci un momento ad ascoltarlo e a pensarci».

Anche il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, giudica «molto importante» il richiamo del Presidente della Repubblica e si augura che «il Parlamento si attivi per cercare soluzioni valide per la salvaguardia della vita, ma anche per il problema della sofferenza».

Il Vicepremier Francesco Rutelli definisce assurdo trasformare un dibattito che è «umano e scientifico» in una discussione politica e prova a ricondurre la discussione entro paletti meno ampi: «Non stiamo parlando di eutanasia. All’eutanasia siamo contrari ed è contrario il centrosinistra. Noi stiamo parlando delle cosiddette dichiarazioni anticipate sull’ultimo tratto della vita, delle modalità attraverso le quali si possa decidere, come già oggi si decide quando parliamo di persone che hanno delle malattie gravissime».
Anche l’Udeur resta contrario all’eutanasia e in una nota chiarisce «Questa nostra posizione nasce da un principio morale che sta alla base della nostra politica: un uomo non può togliere la vita a un altro uomo».

A favore dell’eutanasia si è detto Silvio Viale, il medico torinese della Rosa nel Pugno che da anni si batte con l’ associazione Exit per l’ introduzione dell’ eutanasia in Italia. Sollecita «massimo supporto a questa iniziativa» il radicale Daniele Capezzone. Favorevoli al dibattito in Parlamento anche il Ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, il segretario del Prc Franco Giordano e il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. Hanno accolto con favore il dibattito anche il sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi (Ds) e il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.

Marina Sereni, vicepresidente gruppo l’Ulivo alla Camera dei deputati, ricordando che domani in Senato si comincia a discutere della legge sul testamento biologico, sottolinea: «È fondamentale che il confronto sui limiti dell’accanimento terapeutico non precluda e non prolunghi l’approvazione di una legge necessaria, anche se non in grado di rispondere a tutte le situazioni». Dal centrodestra arriva il no deciso di An, con Gianni Alemanno che considera la proposta di Napolitano «irricevibile», che «spacca il Paese». Contro pure Forza Italia «no netto e deciso all’eutanasia» è stato espresso da Maurizio Lupi.

Anche l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, non vede opportunità di dibattito a Palazzo Madama: «credo – ha detto – che le priorità siano altre». Diversa la posizione del Carroccio. Il coordinatore della segreteria della Lega Nord, Roberto Calderoli, dice di non essere contrario al dibattito «purché si parta dall’affermazione dalla certezza delle dignità della vita, che ha come naturale conseguenza il rispetto della vita stessa, della sua origine fino al suo termine naturale».

Dall’Udc parla Rocco Buttiglione: «È giusto parlare di tutti i problemi, ma non è vero che su questo argomento vi sia un vuoto legislativo». Contraria anche Alessandra Mussolini. Favorevoli i Riformatori Liberali, che chiedono al centrodestra di non presentarsi come lo «schieramento del no in ossequio alle posizioni del Vaticano».