Federazione Sindacati Indipendenti

Finanziaria: scontro sulle tasse

A poche ore dal varo della manovra finanziaria, che dovrà andare venerdì in Consiglio dei ministri, è caos. Pronti allo sciopero i sindacati del pubblico impiego “se il governo non accoglierà le nostre richieste”, insoddisfatti i sindaci per il taglio degli stanziamenti, in procinto di scendere in piazza l’opposizione. E scende in campo anche Confindustria: non piace l’ipotesi che parte del Tfr finisca all’Inps.

Ma c’è perplessità anche nella maggioranza: la Margherita è preoccupata per l’aumento delle tasse.

E se da una parte il premier Prodi, davanti ad alcuni parlamentari dell’Unione, dice che la Finanziaria che sta per essere presentata favorirà le fasce deboli e cercherà di tagliare i costi del lavoro, filtrano indiscrezioni secondo cui ci aspetterebbero tagli al pubblico impiego e ai trasferimenti agli enti locali, riduzione dei docenti e aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Notizie che hanno messo in allarme larga parte dei dipendenti statali e responsabili di comuni e regioni.

Ma a preoccupare c’è anche la ventilata tassazione al 43% (si parla però anche di 45%) per i redditi sopra i 70mila euro, che desta preoccupazioni anche all’interno della maggioranza, in particolare tra gli esponenti della Margherita. E’ probabile inoltre che la tassazione sulle rendite finanziaria e immobiliari salga al 20% e lo allo stesso livello siano tassati anche Bot e plusvalenze azionarie, mentre dovrebbe scendere il prelievo sui conti correnti. Si parla poi di reintrodurre la tassa di successione.

Insomma grandi ritocchi in vista per le tasse, ma, ribattono dal governo, in funzione di un ammorbidimento del carico per i redditi bassi che potranno usufruire di maggiori detrazioni per figlie e familiari a carico.

Scarse, a giudizio dei sindacati, le risorse che il governo mette sul piatto per rinnovare i contratti del pubblico impiego. Si tratta di un miliardo di euro, mentre i rappresentanti dei lavoratori ne chiedono quasi quattro. E già si progettano grandi scioperi.

Preoccupati anche gli enti locali, i quali temono che un’altra scure si abbatta sugli stanziamenti a lori destinati (si parla di 3 miliardi in meno), mentre sembra quasi sicuro l’aumento dei contributi per i lavoratori para-subordinati, per gli artigiani e i commercianti. Sul fronte previdenza si parla poi di anticipare al 2007 la riforma del Tfr, con il 65% gestito dall’Inps. E proprio qui scende in campo Confindustria. A Viale dell’Astronomia non va proprio giù che si profili all’orizzonte l’ipotesi di un trasferimento forzoso all’Inps di parte del trattamento di fine rapporto. I vertici degli industriali lo hanno fatto notare diffondendo una nota in cui inoltre si definisce “irrinunciabile” la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale. Intanto il ministro del Lavoro Damiano chiede di anticipare la previdenza complementare al luglio prossimo.

Pare inoltre che il taglio del cuneo fiscale sarà attuato in due fasi e non in un colpo solo, idea che agli industriali non piace affatto, anche perchè si parla già di riduzione dell’entità dell’operazione. E infine, per la sanità ci si aspettano riduzioni di spesa per 3 miliardi, con introduzioni di nuovi ticket legati al reddito. Insomma, una valanga di strette in arrivo basate però soltanto sui “si dice”. Venerdì la parola al governo con la presentazione ufficiale della manovra.

Sembra che la Finanziaria non reintrodurrà la tassa di successione sui grandi patrimoni. A precisarlo è stato Natale Ripamonti dei Verdi dopo l’incontro tra i tecnici della maggioranza e il viceministro Visco. E’ emerso inoltre che, dalla revisione degli studi di settore, il governo dovrebbe reperire tre miliardi di euro.

TGCOM