Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità verso ticket obbligatori

Il Governo stringe i freni della spesa farmaceutica.

Con la Finanziaria 2007 imporrà il ticket «automatico»alle Regioni che sfondano il budget. E intanto già dal 1 ottobre, grazie a una delibera approvata ieri dal Cda dell’Aifa (Agenzia del farmaco), scatterà un altrotaglio dei prezzi del 5% su tutti i farmaci rimborsati dal Ssn per ripianareil disavanzo stimato del 2006: la manovra vale 813 milioni e, sommandosi ai tagli già in vigore, comporta una riduzione dei listini dell’11% ma in alcuni casi anche del 21 per cento. Le industrie, che temono altre misure per 800 milioni con la Finanziaria, hanno annunciato un ricorso alla Corte di giustizia Ue, il blocco di investimenti per 2 miliardi e 1012 mila posti di lavoro in eccedenza. Tra Finanziaria e «Patto per la salute»triennale, la spesa sanitaria è più che mai sugli scudi. Oggi la StatoRegioni ratificherà l’accordo della scorsa settimana con PadoaSchioppa e i contenuti finali del «Patto», parte dei quali confluirà nel testo della Finanziaria all’esame del Consiglio dei ministri domani.

E le novità sul contenimento della spesa non mancano. Sebbene l’intera partita dei ticket (su pronto soccorso e day hospital, ma anche sull’aumento della franchigia per visite e analisi) sia destinata a restare aperta fino all’ultimo, qualcosa comincia a trapelare dai contenuti del «Patto». Che riserva un capitolo a parte proprio alla spesa farmaceutica: se sarà superato il tetto del 13% sulla spesa sanitaria totale, le Regioni (sono 13 le Regioni senza ticket sui farmaci) dovranno applicare «una quota fissa per ricetta e/o confezione»per garantire la copertura del 40% dello sfondamento che è a carico delle Regioni. Un altro altolà è poi destinato alle Regioni in grave deficit che non riescano a raggiungere gli obiettivi intermedi di risanamento concordati con Economia e Salute: potranno applicare addizionali Irpef e Irap oltre i livelli massimi previsti per legge.

La spesa farmaceutica è intanto da subito nell’occhio del ciclone. La manovra decisa ieri dall’Aifa comporta una riduzione del 5% sui prezzi di tutti i farmaci rimborsabili, in aggiunta al 5% già in vigore e al taglio fino al 10% dei listini praticato a luglio sui farmaci che hanno venduto troppo da gennaio a giugno scorsi.La Finanziaria, peraltro,potrebbe riservare altre novità, e l’Aifa a metà febbraio dovrebbe proporre altre misure strutturali. «Decisioni incompatibili con lo sviluppo del settore e col mantenimento degli insediamenti produttivi e di ricerca », ha attaccato il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé. Secondo le industrie i listini in Italia saranno in alcuni casi anche del 40%inferiori a quelli dei principali Paesi europei. Farmindustria prevede il ritiro di investimenti per 2 miliardi per gli accordi di programma e un esubero di 1012mila posti di lavoro. In serbo, ricorsi alla Corte di giustizia Ue e in Italia.
Forniture regionali a Consip

Si profila intanto l’accentramento della gestione delle forniture pubbliche nella Consip. Interessata alla gestione unitaria non saranno soltanto gli appalti statali, ma anche quelli delle Regioni e degli enti locali.

Enti locali al buio

Niente di fatto ieri nell’ennesimo incontro a Palazzo Chigi tra Governo ed enti locali. Comuni e Province lamentano di essere ancora all’oscura sull’entità della manovra a loro carico.«Un incontro ancora una volta insoddisfacente », ha commentato Leonardo Domenici, presidente dell’Anci. Oggi nuovo incontro.