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Sanita’: 12 Mln Italiani l’Anno In Ospedale, Per 87% Pubblico o Privato Poco Conta

Dodici milioni di italiani in ospedale negli ultimi 12 mesi. Struttura pubblica o privata accreditata non fa differenza. Al momento del ricovero, per l87,2%, quel che conta è la specializzazione del centro, la qualita delle prestazioni, la vicinanza a casa. Il dato emerge dal quarto Rapporto Ospedali e Salute 2006, promosso dallAssociazione italiana ospedalita privata (Aiop) e presentato oggi a Roma. Il 38,8% ha lasciato la propria città o regione o è volato allestero per curarsi.

Dei 12,7 mln di pazienti, l81,4% si è rivolto a una struttura pubblica, il 20,1% a una privata accreditata, il 6,4% a una clinica privata. Si sceglie il pubblico per una maggior disponibilita di attrezzature e la maggior convenienza economica. Il principale vantaggio del privato accreditato è, invece, la maggior rapidita delle prestazioni. Gli ospedali, pubblici e privati, in generale vengono promossi dagli italiani. L80,9% di quanti si sono ricoverati in una struttura pubblica e l84,9 di quanti hanno scelto il privato accreditato, tornerebbero a farsi curare nello stesso posto in futuro. Oltre 8 su 10, però, vorrebbero avere più informazioni sulle strutture ospedaliere, per capire quali possono fare più al caso loro. Solo un quarto degli italiani dichiara di conoscere la possibilità di ricorrere al privato accreditato come alternativa al pubblico senza oneri aggiuntivi. Gli ospedali privati accreditati coprono il 44,1% dellofferta, il 21,3% dei posti letto, il 18,8% delle giornate di degenza, il 15,3% dei ricoverati, il 12% degli addetti ospedalieri in Italia. E sempre più trattano patologie complesse. Eppure, sottolinea il rapporto Aiop, lincidenza delle strutture private accreditate sul totale della spesa ospedaliera è diminuita, passando dall8,9% del 99 al 7,7% del 2005, mentre è rimasta stabile (4,1%) sulla spesa sanitaria totale. Il costo per ogni paziente dimesso nel privato è la metà rispetto al pubblico.

Un sistema di tetti e di regressioni tariffarie, sottolinea ancora lAiop, serve a contenere le prestazioni fornite dagli ospedali privati accreditati, rendendo le tariffe ufficiali solo un punto di riferimento giuridico. Cioè la realtà è unaltra e il livello medio delle tariffe regionali non corrisponde alla tariffa nazionale fissata dal ministero della Salute con un decreto del 97. La differenza varia dal -8% delle Marche al -47,2% della Campania. Grazie ad accordi fra i sistemi sanitari regionali e gli istituti privati accreditati, si sono ridotte le liste dattesa per la cardiochirurgia, gli impianti di protesi danca e gli interventi al ginocchio.

(Mad/Adnkronos Salute)