Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità. Dopo “Striscia la notizia” è tempo di ripartire

La Sanità aretina è un patrimonio costruito nel tempo e non merita l’aggressione di “Striscia la Notizia”. Cosa fare per riconquistare la fiducia dei Cittadini. Chi deve fare, come e perché.

Chi ha vissuto la realtà sanitaria aretina, con molte luci e pochissime ombre, non può assistere con indifferenza ad una sua rappresentazione così lesiva, come emersa dalle trasmissioni di Striscia la Notizia.
E’ giunto il momento che i Responsabili, ognuno per quanto di competenza, assuma le necessarie iniziative traducendo nei fatti la centralità dei diritti dei cittadini Utenti.
Ritengo ( e suggerisco ) che sarebbe auspicabile aprire un vero confronto con serietà, franchezza e rispetto tra gli Operatori Sanitari ed i Cittadini sulla qualità della assistenza oggi erogata. E’ urgente portare fiducia tra i Cittadini e serenità tra gli Operatori Sanitari. Chiudersi a protezione ed inveire contro fantomatici complotti, serve a poco o forse peggiora la situazione. Serve invece un bagno di umiltà, capire gli errori commessi ed imparare dagli stessi. Serve rammentare a tutti, che gli Operatori Sanitari sono, oltreché professionisti, anche esseri umani e fino a quando sarà l’essere umano ( pur confortato dalla tecnologia ) a curare un altro essere umano, l’errore è ( e sarà ) possibile. La Cultura, la Formazione, la tecnologia, l’organizzazione possono e devono consentire di ridurre gli eventi negativi.

Fondamentale è ritornare alla Logica del Servizio Sanitario e smetterla con la ormai prevalente Logica di consumismo sanitario che sta mercificando il diritto alla assistenza ed alla Salute.
Il rapporto che si deve instaurare nella Sanità pubblica è tra il Cittadino ed il Servizio e va pertanto respinto il crescente e dirompente rapporto privatistico. Occorre valorizzare il cosiddetto “professionista eccellente” solo se, in quanto tale, sa trasferire le proprie abilità e conoscenze, consentendo di far crescere l’insieme. Nel servizio pubblico in altre parole deve vincere la squadra e non il singolo.
Perchè il confronto possa davvero consentire di raggiungere il risultato atteso, è necessario che ogni attore assuma la giusta veste e le giuste responsabilità. Occorre tradurre nei fatti ciò che da tempo chiede l’ Assessore Rossi: analizzare, conoscere, confrontarsi, capire, programmare, agire ed infine valutare i dati di attività dal punto di vista qualitativo e non solo quantitativo.
Questo deve essere l’impegno prioritario della Classe Politica in quanto rappresentante della Collettività e di tutte le Associazioni di Tutela dei diritti dei Cittadini, portatrici di interessi diffusi.
Fino ad oggi, fatta eccezione di poche e lodevoli iniziative ed esperienze, il dibattito si è concentrato soprattutto sulla quantità e sulla capillarizzazione delle strutture erogatrici di un Servizio ed è stato oggetto di continue e defatiganti polemiche campanilistiche.

La responsabilità della Classe politica, in Sanità rappresentata dai Sindaci, si concretizza con la decisione pubblica e partecipata assunta a monte di ogni processo organizzativo: “come, perchè e dove utilizzare le Risorse che la Regione Toscana destina alla Azienda Sanitaria”.
A seguito di tale indirizzo, chi è chiamato pro-tempore, a dirigere una Azienda Sanitaria, predispone il programma, pianifica gli interventi, definisce il modello organizzativo, facendosi garante della qualità dei Professionisti impiegati e ulteriormente garante che le Strutture Sanitarie agiscono ( ed agiranno ) in sicurezza per gli stessi operatori e per i Cittadini che accedono ai Servizi.
Compito delle OO.SS. verificare il rispetto di tutti i parametri ante ed ex post con un serrato confronto con i responsabili aziendali.
Alla fine di tale processo i Sindaci verificheranno la corrispondenza e congruità della proposta rispetto all’indirizzo dato. Successivamente competerà alla Regione Toscana verificare il tutto ed esprimere la propria valutazione.

Di seguito competerà ai Sindaci verificare e controllare, con idonee iniziative pubbliche e partecipate, la funzionalità del modello organizzativo e la capacità erogativa quali-quantitativa delle Strutture Sanitarie, chiedendo e pretendendo una continua ed adeguata rendicontazione da parte della ASL.
Se ciò non accade occorre domandarsi il perchè e soprattutto spiegare ai Cittadini le ragioni per le quali a distanza di pochi anni, la spesa sanitaria si sia raddoppiata ( da circa 95.000 miliardi di Lire del 2000 a 96 miliardi di euro, cioè circa 190.000 miliardi di lire, nel 2006 ). Difficile dimostrare che l’utenza abbia ricevuto e stia constatando un pari e correlato beneficio in termini di Salute e di Servizi erogati.

Giuseppe Ricci