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TFR: come fare la scelta più giusta. Le perplessità per l’estensione della riforma al settore pubblico

Secondo il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, “l’impiego del Tfr nella previdenza complementare può comportare benefici considerevoli per i lavoratori”, visto che il raggiungimento di pensioni adeguate richiede un’accumulazione su un ampio orizzonte temporale.

Tuttavia per scegliere al meglio come usare la propria liquidazione, secondo gli esperti, bisogna valutare diverse variabili.
L’età del lavoratore e la sua anzianità contributiva, come riferisce il “Sole 24 Ore” nella sua rubrica dedicata al Tfr, sono i primi elementi che vanno considerati. Se infatti si è vicini all’età pensionabile, le somme accumulate per un’eventuale pensione integrativa saranno piuttosto ridotte. Non risulta conveniente pertanto contribuire ad un fondo se si è prossimi al ritiro dal lavoro.

Per i lavoratori autonomi, invece, secondo gli esperti citati dal “Sole 24 Ore”, la scelta migliore è “costruirsi una pensione di scorta” attraverso dei fondi aperti o negoziali, ovvero quelli istituiti direttamente da gestori autorizzati, in primo luogo istituti di credito, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio, ma anche compagnie di intermediazione mobiliare. Per chi è a metà del suo percorso lavorativo, infine, può risultare utile una forma di previdenza complementare che permetta una divisione della retribuzione in due quote da riscuotere in parte in capitale e in parte mediante un’altra forma di rendita.

Ci sono poi altri fattori come l’entità del reddito che dovrebbero influire ugualmente sulla scelta dei dipendenti del settore privato (che entro giugno dovranno decidere se destinare la propria liquidazione a un fondo pensione complementare o se lasciarla in azienda).

Nel frattempo il Governo si prepara ad estendere il Tfr anche ai dipendenti del pubblico impiego, come ha annunciato qualche giorno fa il ministro per le Riforme e l’Innovazione della Pubblica amministrazione, Pierluigi Nicolais. “C’è un mese di tempo – ha spiegato Nicolais – stiamo lavorando con gli uffici del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e posso dire che l’obiettivo è raggiungibile nei tempi previsti”.

L’intenzione del Governo è quella di uniformare il lavoro pubblico a quello privato: proprio su questo tema però il dibattito politico e sindacale è ancora acceso. Sia i sindacati che la maggioranza concordano comunque