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«Una sanità che sia da modello per l’estero»

Roma Un medico può essere «più importante di un soldato», e la sanità un grande strumento di diplomazia, anche se la politica spesso la ignora. E’ quanto affermato dal ministro della Salute, Livia Turco, durante un incontro dedicato ai progetti sanitari di cooperazione all’estero, come il partenariato coi paesi del Mediterraneo e il Medio Oriente. La Turco ha detto di avere «l’ambizione di far ricordare e amare l’Italia nel mondo, dopo la Formula 1 e la moda, per il nostro Servizio sanitario nazionale», ricordando che questa «diplomazia della salute», è stata condivisa e adottata anche dal ministro degli Esteri Massimo D’Alema. La titolare della Salute ha parlato poi delle iniziative che si stanno facendo all’estero in settori delicati come quelli dell’ematologia, oncologia, malattie infettive e medicina materno-infantile, per diffondere le competenze dei dottori italiani, i quali possono avere un ruolo fondamentale nel tutelare la «salute delle donne e dei bambini» nei Paesi nordafricani e mediorentiali; questi saranno i progetti sui cui il governo investirà di più. Un Servizio sanitario nazionale, quindi, che può fungere al tempo stesso da modello per altri paesi e da formidabile strumento di politica estera, per il quale è però necessario «un coordinamento tra le strutture pubbliche e private che intendano impegnarsi all’estero». Un primo esempio, anche se non riguarda i nostri “vicini” del Mediterraneo, è stato l’accordo che il ministro ha stretto il mese scorso con le autorità della Repubblica popolare cinese, con il quale si è avviata la collaborazione sanitaria col Paese asiatico; è prevista ad esempio una «cooperazione per lo sviluppo dei sistemi di emergenza sanitaria e pronto soccorso», in particolare nella Cina rurale, ma anche un «accordo per la prevenzione e la lotta alle malattie trasmissibili e in campo cardiovascolare e oncologico», e ancora la formazione dei dottori italiani in merito alla medicina tradizionale cinese.

La conferenza di ieri ha radunato tutti i protagonisti dell’universo salute, con l’obiettivo di stringere un patto tra loro in vista di questa “esportazione” della medicina del Belpaese; in prima fila, sicuramente le regioni, che per bocca del coordinatore degli assessori alla Sanità, Enrico Rossi, hanno evidenziato la «necessità di realizzare una cabina di regia in modo da coordinare al meglio gli interventi» delle istituzioni locali. Il loro lavoro sarà di garantire quello che la Turco ha chiamato «New deal della salute», che si esprime attraverso nove parole chiave: «fiducia, qualità, umanizzazione, unitarietà del sistema, responsabilità, legalità, cultura dei risultati, politica delle alleanze e, ciò che oggi ci interessa di più, l’Europa e il mondo». I primi passi del partenariato, con i Paesi mediterranei e del Medio Oriente, saranno la creazione di un tavolo di consultazione allargato che favorisca coordinamento e scambio di informazioni, e la creazione di sinergie che valorizzino i settori di eccellenza di ciascuno, ma c’è anche l’idea di avviare, come strumento operativo, un segretariato permanente.

Poi la Turco è tornata a parlare della situazione a livello nazionale, facendo notare lo «scarto» tra come il diritto alla salute viene percepito dai cittadini e «l’attenzione che gli dedica il dibattito pubblico, anche nel centrosinistra». La Salute sarebbe quindi sottovalutata, come argomento, e se ne parla solo quando non funziona o si verificano tragedie, anche se nel nostro Paese «c’è una sanità che funziona e per fortuna è la parte più grande», mentre per quanto riguarda i ticket il ministro si è detta convinta che il governo debba rispettare «assieme alle regioni e alle parti sociali, l’impegno di mantenere il sistema delle esenzioni», che devono essere garantite almeno alle famiglie monoreddito. Sui casi di malasanità, l’esponente dei Ds ha poi sottolineato che i richiami del ministro servono a poco, visto che attualmente la Salute «è governata dalle regioni» e il titolo V della Costituzione prevede per il ministero solo una «funzione di coordinamento».