Federazione Sindacati Indipendenti

PALERMO – 911 MILIONI DI EURO: E’ LA VORAGINE DELLA SANITA’ SICILIANA

Sanità regionale siciliana. I deputati regionali dei DS Panarello e De Benedictis comunicano che il deficit certificato è salito a 911 milioni di euro.

PALERMO – “Se le bugie hanno le gambe corte, quelle dette da Cuffaro e Lagalla sulla sanità hanno le gambe cortissime. La certificazione del deficit per il 2006, quantificata in 911 milioni di euro, smentisce infatti l’assessore Lagalla che nel corso del dibattito sulla finanziaria aveva assicurato che il disavanzo sarebbe stato di gran lunga inferiore, e il presidente Cuffaro secondo il quale le preoccupazioni dei DS erano del tutto infondate”. Lo dicono il deputati regionali DS Filippo Panarello e Roberto De Benedictis, componenti della commissione Sanità all’Ars.

“Il deficit sempre più preoccupante – aggiungono – è figlio di una gestione clientelare e dissennata della sanità siciliana da parte del centrodestra e di Cuffaro, e le misure contenute in finanziaria regionale e lo stesso piano di rientro non garantiscono alcun risultato positivo. Il governo, infatti, invece di accogliere le nostre proposte mirate a ridurre sprechi e alla razionalizzazione della spesa, ad iniziare da quella farmaceutica, ha preferito adottare tagli indiscriminati che – concludono Panarello e De Benedictis – rischiano di penalizzare le strutture efficienti e di qualità senza però incidere sui nodi cruciali e su veri sperperi del sistema”.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore regionale alla Sanità, Lagalla.

“Gli onorevoli Panarello e De Benedictis dimenticano, assieme ai DS, di avere a lungo gridato una palese menzogna e cioé che il costo sanitario in Sicilia si sarebbe attestato a più di 1.100 milioni di euro. Non solo il fabbisogno finale del sistema è inferiore di oltre 200 milioni a quanto impropriamente fino ad oggi denunciato dai DS, ma dai 911 milioni occorre detrarre i costi dei contatti ospedalieri che ammontano a oltre 200 milioni di euro e che si riferiscono ad arretrati pagati per una sola volta, nonché il contributo statale di 233 milioni di euro previsto dal Ministero per la valutazione positiva che lo stesso ha dato dei provvedimenti inseriti nella finanziaria regionale”.

“Ne consegue – conclude Lagalla – che il maggiore consumo sanitario si attesta in realtà, nel 2006, a poco meno di 500 milioni di euro”.