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Verso la Finanziaria, oggi vertice per definire le linee guida

Prima riunione tecnica, oggi al ministero dell’Economia, per un esame preliminare del menù che comporrà la Finanziaria 2008, e prime ipotesi di revisione del quadro macroeconomico che farà da sfondo alla manovra. Dati aggiornati saranno disponibili solo tra qualche settimana, e ancora non è chiaro in che misura peserà sulla crescita mondiale la crisi finanziaria innescata dai mutui subprime negli Stati Uniti. Per l’Italia, si parte dal modesto 0,1% di crescita del secondo trimestre 2007 rispetto ai tre mesi precedenti (1,8% tendenziale). Un risultato inferiore alle attese. È ipotizzabile un consistente rialzo proprio ora che il ciclo mondiale presenta tali e tante incertezze?
Le primissime simulazioni ipotizzano una revisione al ribasso delle stime messe a punto nel Dpef di fine giugno, che imporrebbero una modifica anche degli obiettivi di deficit. Il Pil del 2007 scenderebbe da 2 all’1,8%, per passare all’1,7% nel 2008. Il deficit 2007, già lievitato dal 2,1 al 2,5% per effetto delle misure varate per decreto a giugno, salirebbe ancora verso il 2,6%, mentre nel 2008 si toccherebbe quota 2,3-2,4 per cento.

In questo scenario, che i tecnici definiscono più ottimistico, la modifica del quadro macro implicherebbe un modesto ricorso a misure compensative. Ben altra conseguenza vi sarebbe (è l’altra ipotesi su cui si comincia a fare i conti)se il Pil del 2007-2008 scendesse nei dintorni dell’ 1,5 per cento. Occorrerebbe approntare misure compensative anche sul fronte del deficit, per evitare che l’indicatore che conta in sede europea scivoli di nuovo pericolosamente verso il limite massimo del 3 per cento. Formalmente, l’Italia è ancora sottoposta a procedura per disavanzo eccessivo da parte di Bruxelles (ne dovrebbe uscire in primavera), e dunque la vigilanza sui conti non può ammettere deviazioni di sorta dal percorso concordato.

Al momento, si ragiona su una manovra che lo ha ribadito due giorni fa a Telese il ministro dell’Economia,Tommaso Padoa-Schioppa sia a saldo zero per quel che riguarda il deficit. L’intera correzione, non meno di 1516 miliardi (ma è probabile che si vada verso quota 20 21 miliardi), servirà a finanziare spese inderogabili, tra cui la copertura del rinnovo contrattuale del pubblico impiego. Nel caso in cui occorresse intervenire anche sul fronte dei deficit, occorrerebbe incrementare l’importo complessivo della manovra, oppure ridurre la quota diretta a finanziare nuove spese e interventi sul fronte dell’economia. La coperta è stretta. Padoa-Schioppa ha annunciato una manovra di «tregua fiscale»,e l’interrogativo è lo stesso da anni: se l’obiettivo è agire in prevalenza sul fronte della spesa, dove e come tagliare?

Se ne comincerà a discutere oggi, nel vertice tra Padoa-Schioppa, i viceministri, i sottosegretari e i dirigenti di Tesoro e Ragioneria dello Stato. Per il 10 settembre sono attese le indicazioni dei vari dicasteri, ed i primi segnali (come del resto ogni anno) non sono incoraggianti. Il ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, si dice pronto non a tagliare ma ad utilizzare i risparmi per accrescere l’efficienza della macchina burocratica dello Stato, e il ministro della Difesa Arturo Parisi fa sapere di non aver intravvedere margini per nuovi tagli: «Voglio ricordare che l’Italia ha sottoscritto un impegno internazionale per destinare alla Difesa il 2% del Pil».