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Virus Chikungunya, 166 i casi confermati

Lo rivela l’Istituto superiore di Sanità in relazione all’emergenza scattata in provincia di Ravenna e Cesena. Il ricercatore dell’Iss, Rezza: ”Epidemia ha raggiunto il suo apice a metà agosto ed è in discesa, ma è necessario tenere alto il livello di allerta”

Roma, 5 set. (Adnkronos) – Sono 197 i casi sospetti di infezione da virus Chikungunya segnalati finora, di cui 166 già confermati. Lo rivela l’Istituto superiore di Sanità (Iss), che all’emergenza scattata in provincia di Ravenna e Cesena ha dedicato un focus sul suo sito internet.

“La curva epidemica – spiega Gianni Rezza, direttore del reparto epidemiologia del dipartimento malattie infettive parassitarie e immunomediate – ha raggiunto il suo apice a metà del mese di agosto, e appare in discesa. Ma l’insorgenza di altri piccoli focolai in aree contigue a quella inizialmente colpite, o di casi sporadici in persone che hanno visitato l’area affetta, segnala la necessità di tenere alto il livello di allerta”.

Infatti, rivela il ricercatore dell’Iss “solo un’attenta sorveglianza, quale quella finora attuata può favorire l’adozione di interventi di disinfestazione appropriati e tempestivi, come quelli che hanno contribuito a tenere sotto controllo il focolaio iniziale e a contenere eventuali nuovi focolai di trasmissione del virus”. L’Iss ricorda che la Chikungunya è una patologia a decorso per lo più benigno, “che speriamo di poter controllare. Resta il fatto che fenomeni di cui tanto si parla, come la globalizzazione e i cambiamenti climatici, sembrano per la prima volta aver battuto un colpo”, commenta Rezza.

Il virus Chikungunya, trasmesso dalla cosiddetta zanzara tigre (Aedes albopictus) e da altre zanzare del genere Aedes, è endemico in diversi Paesi tropicali ed è attualmente presente in forma epidemica nell’area dell’Oceano indiano. Sono stati segnalati nel nostro Paese almeno 30 casi in persone che hanno fatto ritorno da aree colpite. Non si erano però segnalati sinora focolai autoctoni di trasmissione.

“L’identificazione del focolaio epidemico di febbre da virus Chikungunya in Romagna evidenzia in modo esemplare – conclude Rezza – quanto sia importante prevedere la possibilità di circolazione di virus esotici anche nel nostro Paese e disporre di tecniche diagnostiche in grado di identificarli con tempestività”.

Intanto, la Regione Emilia Romagna ha adottato misure per la sicurezza trasfusionale. In particolare, l’Avis di Bologna fa sapere che non saranno utilizzate unità di sangue e plasma prelevate dal primo agosto 2007 nei comuni di Ravenna, Cervia, Cesena e Cesenatico. Non saranno ammessi alla donazione neanche i candidati donatori che abbiano soggiornato, nelle 3 settimane precedenti il giorno della donazione, nelle suddette zone.