Federazione Sindacati Indipendenti

Trasferimento del dipendente pubblico e sollecita organizzazione dei servizi

T.A.R.

Toscana – Firenze

Sezione I

Sentenza 24 aprile 2007, n. 695

FATTO E DIRITTO

1. Con provvedimento n. Cat. C. 5 Uff. Gab. Prot. 13/05 del 21 gennaio 2005 avente ad oggetto “Movimento personale”, il Questore di Firenze disponeva l’aggregazione di C. V., Ispettore Capo della Polizia di Stato, per un periodo di tre mesi e con decorrenza immediata dall’Ufficio Squadra Mobile, Criminalità Extracomunitaria e Buoncostume al Commissariato P.S. Oltrarno, “al fine di razionalizzare l’impiego del personale”.

Con provvedimento n. Cat. C. 5 Uff. Gab. Prot. 138/05 del 28 aprile 2005 avente ad oggetto “Movimento personale”, il Questore di Firenze disponeva, “valutate le esigenze di organico del Commissariato Sezionale di Oltrarno, ed il periodo di aggregazione trimestrale trascorso”, il trasferimento definitivo con decorrenza immediata dell’Ispettore Capo C. all’indicato Commissariato P.S. Oltrarno.

Con il ricorso in esame, l’interessato ha impugnato tale ultimo provvedimento e, per quanto occorrer possa, anche il precedente provvedimento di aggregazione.

Ha chiesto, altresì, che l’Amministrazione venga condannata al risarcimento del danno da demansionamento, che in via equitativa si quantifica nel 50% della retribuzione globale di fatto percepita per ogni mese di accertato demansionamento, o nella percentuale maggiore o minore ritenuta di giustizia, nonché al risarcimento del danno morale ed esistenziale determinato dall’immediata aggregazione cui ha fatto seguito il provvedimento di trasferimento, danno che in via equitativa si quantifica in euro 50.000,00 o nella somma maggiore o minore ritenuta di giustizia, comprensivo anche del danno biologico per il riacutizzarsi della “gastroduodenite cronica” nel periodo compreso tra il 7 febbraio 2005 e il 28 febbraio successivo.

Con memoria depositata in data 12 gennaio 2007, non notificata all’Amministrazione resistente, l’interessato ha integrato la richiesta di risarcimento del danno biologico per tutto il lungo periodo di astensione dal lavoro dovuto ad una serie di disturbi dell’equilibrio psico-fisico insorti successivamente all’adozione dei provvedimenti impugnati, quantificato in euro 10.000,00 o nella somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia.

Questi i motivi di censura dedotti a sostegno del gravame:

1) “Violazione di legge. Mancata comunicazione dell’avvio del procedimento ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990”.

Non ricorrendo alcuna delle ipotesi menzionate nel suindicato art. 7, l’Isp. Capo C. avrebbe dovuto essere messo in grado di partecipare al procedimento volto a trasformare la temporanea aggregazione in definitivo trasferimento.

2) “Violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990. Omessa e/o insufficiente motivazione. Violazione degli artt. 9 e 10 della legge n. 241/1990. Eccesso di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti”.

La motivazione addotta dall’Amministrazione per giustificare l’aggregazione, prima, il trasferimento del ricorrente, poi, sarebbe del tutto insufficiente e comunque inidonea ad evidenziare il ragionamento logico giuridico che, nel confronto tra le esigenze dell’Amministrazione e quelle del dipendente, ha indotto la prima a trasferire quest’ultimo ad altra sede.

Né sarebbe possibile evincere le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione ad adottare un provvedimento dotato addirittura di decorrenza immediata e a scegliere tra tutti i dipendenti a disposizione proprio il ricorrente.

L’assoluta mancanza di motivazione si risolverebbe, inoltre, in un’indebita compressione del diritto di difesa del ricorrente.

In violazione dell’art. 10, 2° comma, della legge n. 241 del 1990 l’Amministrazione avrebbe disposto il trasferimento del ricorrente senza prendere in alcuna considerazione la memoria di quest’ultimo, ricevuta dall’Amministrazione in data 10 marzo 2005, con la quale venivano evidenziate le ragioni di illegittimità del provvedimento di aggregazione (le dichiarate esigenze di razionalizzazione del personale sarebbero insussistenti, atteso che non avrebbero potuto essere soddisfatte tramite l’aggregazione di due sole unità, l’Ispettore Capo C. e l’Ispettore Capo M.; la contestazione degli addebiti notificata al ricorrente in data 4 marzo 2005, contestazione inerente a fatti accaduti in data 21 gennaio 2005, data del provvedimento di aggregazione, indurrebbe a ritenere che con il provvedimento di aggregazione si persegua un intento punitivo estraneo a quello dichiarato nel provvedimento de quo; l’aggregazione presso il Commissariato Oltrarno apparirebbe lesiva della posizione di servizio in cui era incardinato il ricorrente, stante il ruolo meramente burocratico-amministrativo attribuitogli a fronte della notevolissima esperienza acquisita nel campo investigativo-operativo).

3) “Violazione dell’art. 97 Cost.. Violazione del principio di buon andamento dell’amministrazione e di efficacia ed efficienza dell’agire amministrativo. Eccesso di potere per illogicità manifesta”.

La scelta di trasferire il ricorrente da una struttura operativa come la Divisione Squadra Mobile, ad un Ufficio periferico quale il Commissariato Oltrarno, per l’adempimento di mansioni burocratiche-amministrative, sarebbe una scelta illogica considerate le caratteristiche professionali dell’elemento trasferito e la professionalità operativa acquisita negli anni dal ricorrente, professionalità che avrebbe consentito a quest’ultimo di ricevere un’innumerevole serie di riconoscimenti sia da parte dei vertici locali della Questura, sia da parte di quelli centrali del Ministero.

L’allontanamento del ricorrente dalla Divisione Squadra Mobile avrebbe comportato l’attribuzione allo stesso di un ruolo privo di tutti quei caratteri operativi e investigativi costituenti la professionalità dal medesimo acquisita, ruolo assegnatogli senza procedere alla comparazione ed alla valutazione di professionalità più idonee e senza che il ricorrente potesse manifestare le proprie documentate riserve al trasferimento, peraltro intimato durante l’espletamento di particolari e delicate attività investigative.

4) “Eccesso di potere. Sviamento. Perplessità”.

L’intento perseguito dall’Amministrazione attraverso il trasferimento del ricorrente sarebbe di natura esclusivamente disciplinare, a nulla rilevando le ragioni di carattere organizzativo addotte a motivazione del provvedimento.

A riprova di ciò rileverebbe la circostanza che l’aggregazione del ricorrente, che costituisce provvedimento prodromico a quello di trasferimento, è stata disposta il giorno successivo (e con decorrenza immediata) rispetto agli accadimenti che hanno rappresentato l’oggetto di una contestazione disciplinare notificata in data 4 marzo 2005, relativa ad infrazioni regolamentari, nella realtà mai commesse, contestazione inviata anche al collega del ricorrente Massimo M., anch’egli destinatario del provvedimento di trasferimento de quo.

A ciò si aggiunga, a dimostrazione dell’assoluta infondatezza della motivazione addotta dal Questore per giustificare il trasferimento del ricorrente (insieme al collega M.), che presso il Commissariato Oltrarno, prima dell’arrivo del ricorrente e del collega, risultavano già in forza nove Ufficiali di P.G., tra cui quattro Ispettori su di un organico complessivo di 24 unità (cfr. verbale della riunione tra le OO.SS. ed i vertici della Questura tenutasi in data 19 maggio 2005).

5) “Non conformità del provvedimento alle regole di opportunità e convenienza”.

L’allontanamento del ricorrente disposto dall’Amministrazione, prima attraverso l’aggregazione temporanea, poi mediante l’atto di trasferimento definitivo, sarebbe stata una scelta inopportuna, contrastante con i principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dall’art. 97 della Costituzione, atteso che nel momento in cui è stata disposta l’aggregazione il ricorrente era impegnato nell’espletamento di delicate indagini condotte nei confronti della criminalità organizzata di etnia albanese, indagini condotte per quasi un biennio e che, in virtù dell’impugnato provvedimento, avrebbero subito una “battuta d’arresto