Federazione Sindacati Indipendenti

Contributi figurativi, pensione ok

Un break forzato dal lavoro non pregiudica la pensione. Nei periodi in cui il lavoratore non può svolgere la normale attività lavorativa (per esempio perché in malattia, in maternità, o disoccupato o in cassa integrazione ecc.), e perde dunque diritto al versamento sul suo conto previdenziale (Inps o Inpdap) dei contributi a suo carico e a carico del datore di lavoro, è lo Stato che interviene e che gli garantisce comunque la copertura assicurativa per il diritto alla pensione. La formula si chiama contribuzione figurativa.
Nonostante senza lavoro o nonostante a riposo, l’Inps continua a conteggiare e ad accreditare sul conto assicurativo dei lavoratori i contributi utili alla pensione. Con qualche differenza, però, tra ipotesi e ipotesi.

contributi figurativi sono contributi fittizi, nel senso che non sono stati versati né dal datore di lavoro né dal lavoratore, ma che vengono comunque accreditati dall’Inps sul conto assicurativo del lavoratore per periodi in cui si è verificata un’interruzione o una riduzione dell’attività lavorativa e di conseguenza non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori da parte del datore di lavoro.

La legge individua le ipotesi nelle quali i contributi figurativi possono essere accreditati, d’ufficio o su domanda del lavoratore, senza alcun costo per l’assicurato (il lavoratore). Questa è la ragione che differenzia tali contributi da quelli da riscatto (che possono coprire altri periodi, come il corso legale di laurea, il lavoro all’estero ecc.) che sono, invece, a carico del lavoratore (vanno pagati).

In tabella sono riportate le varie ipotesi di periodi di non attività o di sospensione di lavoro che danno diritto alla copertura figurativa previdenziale, con indicazione inoltre della modalità di accredito, se a domanda del lavoratore interessato o se in maniera automatica.

I periodi senza lavoro utili alla pensione

Tipologia dei periodi Modalità di accredito dei contributi figurativi

Servizio militare          A domanda del lavoratore
 
Gravidanza e puerperio          In maniera automatica/A domanda del lavoratore
 
Congedi parentali            In maniera automatica/A domanda del lavoratore
 
Disoccupazione           In maniera automatica
 
Malattia e infortunio           In maniera automatica/A domanda del lavoratore
 
Cassa integrazione guadagni            In maniera automatica
 
Mobilità            In maniera automatica
 
Contratti di solidarietà           In maniera automatica
 
Aspettativa sindacale            A domanda del lavoratore
 
Donazione di sangue            A domanda del lavoratore
 
Persecuzione politica e razziale            A domanda del lavoratore
 
Tubercolosi            In maniera automatica/A domanda del lavoratore
 
Calamità naturale            A domanda del lavoratore
 
Aspettativa per mandato elettorale            A domanda del lavoratore
 
Assistenza handicap grave            A domanda del lavoratore
 
Attività socialmente utili            In maniera automatica
 
Lavoratori invalidi            A domanda del lavoratore
 
Chiusura attività commercianti            In maniera automatica
 

Disoccupazione, mobilità e cig

Diverse, dunque, sono le ipotesi di contribuzione virtuale. Quelle più ricorrenti e relative a periodi in cui viene meno l’attività lavorativa sono la disoccupazione, la mobilità e la cassa integrazione guadagni.

In caso di disoccupazione, il periodo coperto da contribuzione figurativa è quello in cui il lavoratore percepisce l’indennità di disoccupazione. In particolare, sono validi i seguenti periodi:

1.  quelli successivi al 31 dicembre 1951 durante i quali è stata riscossa l’indennità ordinaria di disoccupazione agricola e non agricola;
 
2.  quelli successivi al 1° novembre 1974 durante i quali l’interessato ha avuto diritto al trattamento di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati;
 
3.  quelli di riscossione del trattamento speciale di disoccupazione per i dipendenti di aziende industriali non edili. L’accredito spetta soltanto per i periodi in cui l’importo del trattamento speciale comprende l’indennità di disoccupazione;
 
4.  quelli, infine, successivi al 1° settembre 1975 durante i quali i lavoratori delle aziende edili hanno riscosso il trattamento speciale di disoccupazione.
 

Per avere diritto all’accredito figurativo è necessario avere versato almeno un contributo obbligatorio settimanale prima del periodo di disoccupazione (avere svolto cioè, per almeno una settimana, un’attività lavorativa soggetta all’assicurazione previdenziale obbligatoria). Il contributo non è necessario per coloro che hanno svolto un’attività di lavoro all’estero e che dopo il rimpatrio ricevono il relativo trattamento di disoccupazione nonché per i lavoratori frontalieri italiani licenziati in Svizzera.

Nelle ipotesi di cassa integrazione guadagni, sono riconosciuti i contributi figurativi per i periodi in cui il lavoratore si trova in cassa integrazione guadagni (sia ordinaria che straordinaria) concessa per la sospensione totale dal lavoro o per lavoro a orario ridotto. La contribuzione figurativa non è concessa per i periodi di cassa integrazione precedenti il 6 settembre 1972. Anche in questo caso, per avere diritto all’accredito figurativo, è necessario che il lavoratore abbia almeno un contributo obbligatorio settimanale versato prima del periodo di cassa integrazione.

Infine, nelle ipotesi di procedure di mobilità, il lavoratore ha diritto all’accredito della contribuzione figurativa per i periodi (successivi al 10 agosto 1991) in cui riscuote la relativa indennità (appunto detta di mobilità). Requisito indispensabile per il diritto all’accredito figurativo, anche in questo caso, è avere almeno un contributo obbligatorio settimanale accreditato all’Inps.

I contributi non sono riconosciuti nel caso in cui l’indennità venga concessa anticipatamente in un’unica soluzione.

 

 A cosa serve la contribuzione figurativa

I contributi figurativi sono validi a tutti gli effetti sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per calcolarne l’importo. Tuttavia, in determinate ipotesi i contributi figurativi «contano» meno. Per raggiungere il diritto alla pensione di anzianità non si possono considerare i contributi figurativi per la disoccupazione e per la malattia. Questi contributi vengono considerati, una volta raggiunto il diritto alla pensione di anzianità, per effetto degli altri contributi (obbligatori, da riscatto e volontari), solo per aumentare l’importo della pensione.

La contribuzione figurativa per i lavoratori socialmente utili, i lavoratori di pubblica utilità, i commercianti in crisi e per i titolari di assegno di invalidità (per il periodo in cui non svolgono attività lavorativa), invece, è utile solo per il raggiungimento del diritto alla pensione mentre non è considerata utile ai fini del calcolo dell’importo. I contributi figurativi che possono essere presi in considerazione per il diritto alla pensione di anzianità non devono superare il limite massimo di cinque anni in tutta la vita assicurativa.

A chi ricorrere


In caso di mancato accoglimento della domanda di accredito dei contributi figurativi, è possibile presentare ricorso al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, presso la Direzione generale dell’Inps (via Ciro il Grande 21, 00144 Roma). Il termine per presentare il ricorso è quello previsto per proporre l’azione giudiziaria (dieci anni, che decorrono dal giorno di ricevimento della lettera di rifiuto dell’Inps).

L’accredito? Un calcolo virtuale

Accreditare la contribuzione figurativa significa attribuire al periodo di interruzione dell’attività lavorativa un numero di contributi pari al periodo da riconoscere «figurativamente», nonché un determinato importo a seconda della modalità di calcolo. Il valore dei contributi da accreditare al lavoratore, di norma, si ottiene prendendo in considerazione la media delle retribuzioni percepite nello stesso anno solare in cui si collocano i periodi di interruzione o riduzione dell’attività.

Sono escluse dal calcolo le retribuzioni percepite in forma ridotta per uno degli eventi che danno diritto all’accredito figurativo o per i periodi di cassa integrazione guadagni. Se nell’anno solare non risultano retribuzioni, il valore da attribuire ai contributi figurativi è calcolato sulle retribuzioni dell’anno precedente. Per esempio, se il lavoratore ha diritto all’accredito di contribuzione figurativa per malattia dal 1° ottobre al 20 ottobre, il valore da accreditare sarà determinato dalla media delle retribuzioni percepite dal 1° gennaio al 30 settembre dello stesso anno. Dal conto sono escluse eventuali retribuzioni percepite in forma ridotta. Questo calcolo non si applica nei casi di: a) aspettativa per cariche pubbliche o sindacali. In questo caso il valore da accreditare è commisurato alla retribuzione percepita dal lavoratore nel momento in cui viene collocato in aspettativa. Le retribuzioni sono «riviste» in base alle variazioni della qualifica e dell’anzianità di servizio che si verificano nel corso dell’aspettativa. Per i dipendenti di partiti politici o organizzazioni sindacali collocati in aspettativa, quando manchi una normativa interna o contrattuale, si prendono in considerazione le retribuzioni fissate dai contratti collettivi nazionali di lavoro per gli impiegati delle imprese metalmeccaniche; b) mobilità e cassa integrazione guadagni.

I contributi figurativi sono determinati prendendo come riferimento la retribuzione utilizzata per il calcolo dell’integrazione salariale o dell’indennità di mobilità; c) malattia; dal 1° gennaio 1997 i periodi di assenza dal lavoro per malattia (retribuita), successivi al dodicesimo mese, vengono valutati al 50% sia ai fini del diritto che della misura della pensione; d) persecuzione politica e razziale. Le retribuzioni prese in considerazione sono quelle stabilite dai Ccnl dell’epoca; e) malattia del bambino di età compresa tra il terzo e l’ottavo anno, riposi per allattamento, astensione facoltativa oltre i sei mesi (anche se collocata entro il terzo anno di età del bambino) e tra il terzo e l’ottavo anno di vita del bambino.
Per il calcolo si prende come base una somma fissa pari a due volte l’importo dell’assegno sociale. Quando la contribuzione accreditata con questo meccanismo è inferiore alla retribuzione percepita prima dell’assenza, l’interessato può chiederne l’integrazione con i versamenti volontari o con i contributi da riscatto.
 

Autore: Daniele Cirioli
Fonte: ItaliaOggi Sette – 27 Agosto 2007