Federazione Sindacati Indipendenti

Assenteismo politico e nel Pubblico Impiego

Roma, 26 mar. – Roberto Saviano, giornalista e autore di “Gomorra” libro-inchiesta sulla criminalità organizzata in Campania , ha recentemente rivendicato la assenza in campagna elettorale della questione della lotta alla criminalità organizzata. Questa la prima grave mancanza. La seconda, forse meno prioritaria, ma non per questo meno importante, è la questione dell’assenteismo politico e nel pubbligo impiego.

Entrambi i programmi parlano, in maniera non del tutto originale, di “maggior efficienza” e rinnovamento della pubblica amministrazione, oltre che di “riduzione degli sprechi” nella spesa pubblica, ma nessuno dei principali soggetti in campo affronta in maniera chiara ed esplicita la piaga dell’assenteismo, riducendola, replicando alle attuali quanto “antiche” accuse, ad una sterile “polemica demagogica”.

Il problema c’è, ed esiste, inutile negarlo. I dati del Ministero dell’Economia, rielaborati da “Il Sole 24Ore” (riferiti al 2006 e pubbicati nel 2007) mostrano chiaramente una realtà in crescita. Ora, senza immettersi in sterili comparazioni territoriali e di “colore” tra gli enti locali coinvolti, quel che emerge è la totale assenza della questione nei programmi elettorali dei due maggiori schieramenti. Perchè questa “latitanza”? A cosa la si deve?

L’assenteismo, eppure esiste. A confermarlo, diversi fatti, che potremmo definire di cronaca, come quello dell’Ospedale dei Bambini di Palermo in cui medici e infermieri facevano timbrare i propri badge ai portieri dell’ospedale per farli risultare illecitamente presenti, ma non solo. Roma si mostrerebbe come capitale dell´assenteismo con una media di assenze per dipendente di 39 giorni l’anno, ferie e permessi esclusi. Ma non mancano inoltre dati, che confermano un trend che vede l´assenteismo crescere mediamente del 10 per cento tra Comuni e Province.

L’ assenteismo, intendiamoci, non è però solo quello del pubblico impiego (per così dire “tecnico-amministrativo”), ma anche e soprattutto quello “politico”, ovvero: parlamentare. E’ infatti la fonte già citata, sulla quale il “Il Sole24Ore” ha stilato diverse classifiche, a far emergere l’assenteismo “degli eletti” come un fenomeno grave, almeno tanto quanto quello dei Pubblici Dipendenti. Un esempio fra tutti: i primi 20 deputati più assenteisti saltano dal 57 al 98% delle sedute parlamentari, al primo posto proprio uno dei candidati premier alle prossime elezioni: Silvio Berlusconi.

Si è scelto quindi di tacere sul tema. Si è scelto di tacere perchè è una questione scomoda e “rischiosa”. Si è scelto di tacere perchè una improbabile “lotta all’assenteismo” alle prossime elezioni chiamerebbe in causa le responsabilità e le “mancanze” di diversi parlamentari.

Alessandro Fuda
La Voce.it