Federazione Sindacati Indipendenti

Assunzione a tempo determinato e ‘riproporzionamento’ del periodo di prova

Il periodo di prova da applicare all’assunzione di un lavoratore a tempo determinato deve essere riproporzionato in funzione della durata del rapporto stesso? Se abbiamo il caso di un dipendente assunto a termine per 5 mesi ed il periodo di prova previsto per il suo livello è di 6 mesi significa che il rapporto è sempre in prova? Quindi se cessiamo il rapporto senza giustificazione prima del termine, essendo in corso la prova, il lavoratore non può chiedere il risarcimento previsto (valore del periodo rimasto fino al termine fissato al momento dell’assunzione)? L’Esperto risponde…

Preliminarmente va osservato come l’ordinamento giuslavoristico italiano non preveda specifiche disposizioni relative alla disciplina del periodo di prova nel contratto di lavoro a tempo determinato. In considerazione di quanto sopra, in linea generale, trovano applicazione le norme che disciplinano la prova nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Tuttavia, qualora si intenda prevedere un periodo di prova in un rapporto di lavoro a tempo determinato, pare senz’altro preferibile, come generalmente avviene nella prassi, fissarne la relativa durata in proporzione alla durata del contratto di lavoro. Quanto sopra al fine di evitare che il lavoratore possa muovere contestazioni affermando (in relazione alla eccessiva durata del medesimo) la natura fraudolenta del patto di prova.

Più in particolare, la previsione di un patto di prova la cui durata non sia proporzionata rispetto alla durata del contratto di lavoro potrebbe essere considerata in frode alla previsione dell’art. 2119 c.c., la quale consente il recesso ante tempus dal contratto di lavoro a tempo determinato solamente per giusta causa.

Pertanto, in linea generale, tanto più breve sarà la durata del contratto a tempo determinato, tanto più dovrà essere ridotto il periodo di prova, mediante il riproporzionamento della durata prevista dal Ccnl per i contratti a tempo indeterminato.
In considerazione di quanto sopra, con riferimento al caso di specie, l’apposizione di un patto di prova la cui durata coinciderebbe con quella del contratto di lavoro, certamente potrebbe essere considerata, per i motivi di cui sopra, in frode alla legge e pertanto ritenuta invalida.

risposta a cura di: Luca Failla

Fonte: Esperto Lavoro – Casi e Soluzioni – Ipsoa Editore