Federazione Sindacati Indipendenti

Lavoratrice madre e lavoro festivo

Lavoratrice con orario di lavoro di 40 ore settimanali su 5 giorni che usufruisce dei permessi di allattamento. Nel Ccnl applicato è previsto che la lavoratrice che usufruisce di questi permessi non può essere sottoposta a lavoro straordinario, affinchè la lavoratrice sia tutelata a non lavorare nelle giornate festive (es. Santo Patrono) deve essere specificato nel contratto che non può essere sottoposta a lavoro anche durante tali giornate? L’esperto risponde…

Il quesito sembra rivolto a conoscere, in via generale, la sussistenza o meno di un obbligo del lavoratore a fornire la prestazione in occasione delle festività infrasettimanali se richiesto dal datore di lavoro.
Al riguardo si osserva che la giurisprudenza è orientata nel senso di escludere un tale obbligo a carico del lavoratore ed anzi di riconoscere a quest’ultimo, in attuazione del disposto dell’art. 2, L. n. 260/1949, il diritto di astenersi dal lavoro in tali giornate (Cass. 8 agosto 2005, n. 16634) e di ricevere un particolare trattamento economico (Cass. 15.9.1997, n. 9176).

I giudici ammettono peraltro che la contrattazione collettiva di categoria possa limitare l’esercizio del diritto in questione subordinando, ad esempio, la fruizione delle festività infrasettimanali a determinate esigenze aziendali.

In assenza di specifiche disposizioni del contratto collettivo (o eventualmente individuale) e con esclusione delle fattispecie diversamente regolate dalla legge (si ricorda, ad esempio, che la L. n. 520/1952 fa obbligo ai dipendenti degli ospedali e case di cura di prestare servizio nelle festività infrasettimanali «per ragioni inerenti all’esercizio»), il lavoratore non è pertanto tenuto a prestare la sua attività durante le predette festività.

La legge (D.Lgs. n. 151/2001 – Testo unico per la tutela della maternità) non contempla alcuna norma particolare con riferimento ai riposi giornalieri della lavoratrice madre di cui alla premessa del quesito, onde trova applicazione anche a questo caso il criterio generale sopra illustrato.

Novembre 2008

risposta a cura di: Pietro Zarattini

Fonte: Esperto Lavoro – Casi e Soluzioni – Ipsoa Editore