Federazione Sindacati Indipendenti

SICILIA: A RISCHIO 50MILA POSTI PER I PRECARI

Cinquantamila siciliani che campano con un lavoro precario rischiano di perderlo del tutto e di ritrovarsi senza più uno stipendio ancorché modesto e saltuario. Sarà questo, secondo il sindacato, l´effetto del decreto Brunetta nella parte che riguarda i processi di stabilizzazione del personale. Dice il sindacato: «Se andrà in porto la misura voluta dal ministro della Pubblica amministrazione di imporre agli enti locali il divieto di prorogare i contratti a tempo determinato, cosa che lederebbe peraltro le prerogative autonomiste, in Sicilia almeno 15 mila persone rischieranno di perdere il lavoro». Una cifra che diventa tripla se ai precari degli enti locali si aggiungono pure quelli della scuola. .

L´obiettivo del governo nazionale è quello di porre fine al precariato attraverso l´assunzione a tempo indeterminato di chi invece attualmente deve accontentarsi di contratti a scadenza. Ma le pubbliche amministrazioni – dalla sanità alla scuola, dalle Province ai Comuni – non hanno soldi e allora, non potendo assumere, dovranno liberarsi dei precari non rinnovandogli più i contratti.

L´esercito dei lavoratori in cerca di stabilizzazione ha nella scuola il suo contingente più numeroso: sono 35.213 gli insegnanti iscritti nelle graduatorie e quindi disponibili alle supplenze. Di questi, in 13.125 hanno ottenuto nello scorso anno scolastico un contratto a termine e sperano quest´anno di ottenerne di nuovi fino all´assunzione definitiva. Il precedente ministro dell´Istruzione, Giuseppe Fioroni, aveva varato un piano da 150 mila assunzioni in tutta Italia. In Sicilia lo scorso anno ne sono scattate 4.364, per l´anno scolastico in corso sono 1.819.

A rischio anche buona parte del personale della sanità. Sono 8 mila coloro che hanno un contratto di diritto privato che viene rinnovato alla scadenza. Di questi, l´80 per cento è costituito da medici, mentre il restante 20 per cento è composto da personale amministrativo. Altri 200 medici appartengono alla “categoria” dei semestralisti, vengono cioè chiamati periodicamente per sostituire temporaneamente altri camici bianchi assunti a tempo indeterminato. Semestralisti sono pure 1.300 impiegati amministrativi che vengono chiamati a svolgere compiti di segreteria soprattutto negli uffici dalle aziende sanitarie.

A 7 mila, infine, ammonta il numero dei precari degli enti locali: sono i lavoratori socialmente utili in forza a Province e Comuni nei quali non è stato ancora possibile avviare e soprattutto farsi finanziare i processi di stabilizzazione. A rischio impiegati a tempo determinato in servizio a Trapani e Agrigento, Siracusa e Ragusa. Palermo, anche se a fatica, ha ottenuto 52 milioni di euro da Roma per stabilizzare i suoi 3.200 lsu ma basteranno per pagare solo 4 ore giornaliere a ogni lavoratore.

Sono numeri, questi, che si aggiungono alla lunga lista di cifre messe assieme dal sindacato per descrivere la «situazione critica in cui versa la Sicilia», sono parole del segretario Italo Tripi, e per «dimostrate ulteriormente quanto sia necessario lo sciopero generale fissato per venerdì». Nell´Isola, il Pil è cresciuto negli ultimi due anni meno che nel resto del paese (0,6 per cento contro l´1,6), è aumento, secondo l´ultima rilevazione dell´Istat, il tasso di disoccupazione: dall´11,9 per cento al 13. «L´occupazione è stazionaria e l´economia è stagnante», aggiunge Tripi. Il manifatturiero ha registrato nel secondo trimestre di quest´anno, una perdita secca di 12 mila addetti rispetto allo stesso periodo del 2007. Nel commercio i posti in meno sono stati addirittura 20 mila. Il tasso di povertà relativa, infine, è arrivato alla soglia del 28 per cento.

MASSIMO LORELLO