Federazione Sindacati Indipendenti

Ilva: Un altro morto sul lavoro

Paurowicz è la terza vittima sul lavoro dell’anno all’Ilva; anche le due precedenti dipendevano da aziende dell’appalto. La risposta dei sindacati metalmeccanici si è tradotta in uno sciopero immediato di 24 ore delle aziende d’appalto operanti all’altoforno 4, e altre 24 ore di sciopero a partire dalle 7 di stamani per tutti i lavoratori diretti dell’Ilva e quelli dell’appalto.

Da una prima ricostruzione, pare che l’operaio, carpentiere specializzato, sia stato colpito dal gancio di una gru sulla quale stava caricando delle attrezzature, scivolando all’indietro e precipitando nel vuoto.

Paurowicz, che non indossava l’imbracatura di protezione, è morto durante il tragitto verso l’ospedale «Santissima Annunziata» di Taranto. Sul luogo dell’incidente si è recato il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, che ha disposto l’apertura di un’inchiesta per omicidio colposo e il sequestro dell’impianto.

La ditta «Pirson Contractors» aveva ultimato la manutenzione dell’impianto e, quando è accaduto l’incidente, i lavoratori stavano smontando le attrezzature nell’area dell’altoforno 4, fermo da luglio in manutenzione programmata. Paurowicz nell’ultimo decennio aveva partecipato in tutta Europa a numerosi interventi di ricostruzione di impianti analoghi.

Oggi il magistrato inquirente deciderà se disporre o meno l’autopsia sul corpo dell’operaio. Secondo i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm l’incidente di oggi «ripropone con tutta la sua drammaticità il problema della tutela della sicurezza in ogni luogo di lavoro e chiede con forza l’immediata applicazione, senza ulteriori perdite di tempo, del testo unico sulla sicurezza sul lavoro».

Immediata e durissima è stata anche la reazione delle forze politiche. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, esprimendo la vicinanza personale e a nome della giunta ai famigliari, ai colleghi e ai conoscenti dell’operaio polacco, ha sottolineato che «il problema della grande industria tarantina non potrà essere risolto solo con annunci e proclami, ma con l’analisi rigorosa delle cause degli incidenti e delle criticità ambientali e con l’introduzione e il rispetto di rigorose legislazioni».

Il TEmpo