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Sanita’, l’allarme della Corte dei conti “Troppi privati, servono nuove regole”

Aumentano i posti letto nelle cliniche private convenzionate, diminuiscono negli ospedali pubblici. Una scelta, quella della Regione, che porta la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti a segnalare «l´opportunità di monitorare attentamente il sistema ospedaliero pubblico, al fine di evitare il sottoutilizzo delle strutture e le conseguenti diseconomie». Luci e ombre di una gestione che nel complesso, hanno spiegato i magistrati contabili, ha ottenuto buoni risultati in tutti i settori della spesa pubblica, rispettando gli equilibri di bilancio e di indebitamento. Ma che ha bisogno ancora di correttivi, soprattutto dopo gli scandali che negli ultimi anni hanno investito diverse strutture private convenzionate.

Così, spulciando i dati che il presidente della sezione, Nicola Mastropasqua, ha presentato alla Regione, si vede che nel 2007 le strutture iscritte al registro regionale sono mille (68 in più del 2006), e che di queste 391 (erano 324 l´anno prima) sono ambulatori privati. E ancora, il numero complessivo dei posti letto (tra pubblico e privato) sono 41mila 140 (meno 104 posti rispetto al 2006, meno 6mila 470 rispetto al 1999). Non solo diminuiscono i posti letti nel pubblico (un calo di quasi il 7 per cento in sette anni) e aumentano nel privato (quasi 7 per cento in più nello stesso arco di tempo), ma aumentano anche i ricavi derivati da prestazioni sanitarie svolte in strutture private lombarde a cittadini di altre regioni. Per il governatore Roberto Formigoni, però, la lettura è diversa: «Le aziende pubbliche non hanno ridotto l´offerta accreditata, ma l´hanno rimodellata attraverso progetti pubblico-privato».

Segno, comunque, che la sanità lombarda è ritenuta competitiva e affidabile. E, nonostante questo, come rimarca la Corte dei conti, «i più recenti fatti di malpractice nella sanità pubblica e privata accreditata inducono a ritenere prioritaria un´azione di controllo principalmente rivolta a migliorare l´efficacia degli interventi e l´efficienza delle strutture, evidenziando carenze strutturali o funzionali delle aziende sanitarie». Alla Regione i magistrati contabili hanno dato, ieri, anche alcune indicazioni per il futuro, chiedendo che vengano aumentati i controlli sui Drg ad alto rischio di inappropriatezza («in particolare su quelle tipologie di attività a rischio di indebito arricchimento»), perché una «evidente, immotivata frequenza dei suddetti Drg presso la stessa azienda non può non costituire un “campanello di allarme”».